Il tema della progettazione ospedaliera, l’evoluzione del concetto di patologico, il rapporto uomo-spazio all’interno dei luoghi di cura, l’ informatizzazione dell’ospedale, la cura di ciascun dettaglio architettonico (dagli arredi alle diverse soluzioni tipologiche), sono alcuni dei temi affrontati nel testo. Il tema del “patologico” dovrà essere di volta in volta analizzato, discusso e interpretato per fornire soluzioni non-banali, in grado di arricchire il tema e poterne ampliare le possibilità di nuova configurazione. Difatti, ciò che in passato avrebbe caratterizzato la progettazione dei luoghi di cura è la standardizzazione delle soluzioni trovate che avrebbe portato ad un appiattimento di tale settore progettuale, ben presto divenuto esclusiva competenza di specialisti, meri compilatori di programmi. Nel testo, invece, viene rimessa in questione la possibilità di riprendere una proficua ricerca in tale settore progettuale, che ne riconsideri l’ importanza sia a livello formale che funzionale, soprattutto rispetto alle esigenze dei pazienti e del personale curante.
Ciò che va innescato è un processo di umanizzazione del luogo accanto all’ urgenza di riconsiderarne la qualità progettuale ad ogni livello. In questo senso nel testo vengono presentati alcuni progetti di ospedali realizzati in Francia o in corso di realizzazione, discussi e commentati per la particolarità degli ambienti e per il valore estetico contenuto: dall’ ospedale europeo George Pompidou di A. Zublena alla recente ristrutturazione dell’Istituto Mutualistico Montsouris di A. Fainsilber.
Patrizia Mello
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mi sembrano di interesse le ipotesi sviluppate e con esse la segnalazione dell'esistenza di progetti, già o quasi realizzati in territorio francese. in altri paesi, com'è noto, c'è la volontà di porre rimedio o creare formule attente alla relazione fondamentale uomo/individuo/paziente-spazio (v. radicale rifacimento architettonico quartieri Blok ville de St. Denis etc.).
L'elemento estetico-tecnico-funzionale, pure di indubbio significato nella relazione di cui sopra, non può non correlazionarsi con un principio etico, evidente, solo teoricamente.
Il luogo di cura, pubblico o privato, non può non essere sempre per l'uomo che ci va perché malato. Quindi un luogo di cura mai in carenza di personale, sempre attivo 24/24, mai in ferie, mai non attrezzato, mai non informatizzato.
marco
grazie