Questo il messaggio del nuovo libro di Jole de Sanna, ordinaria di Storia dell’Arte all’Accademia di Brera di Milano. Un viaggio nel pensiero degli artisti da Mondrian e de Chirico fino a Fontana, Klein e Duchamp, un manuale pratico per comprendere l’arte dell’ultimo cinquantennio. Una guida che non interpone, fra l’opera d’arte ed il lettore, il giudizio del critico ma lascia che siano le parole dell’artista stesso a prendere per mano il lettore. Artisti che non hanno una propria radicata identità nazionale ma una sorta di cosmopolitismo e che dal secondo dopoguerra acquistano un’identità globale, planetaria. Artisti che si parlano da una sponda all’altra di quella che ormai è un’unica comunità mondiale: la realtà. La raccolta e la traduzione dei loro testi inediti da parte dell’autrice nasce dall’esigenza di una dimensione che parli d’umanità e di coscienza universale, appunto di esigenza di arte. “Una proposizione garantita dall’evidenza. Direbbe la logica. Un’evidenza garantita dal giudizio. Direbbe la morale. Il fondamento dell’intelligenza. Ha detto Giorgio de Chirico. E’ la forma”. La forma è dunque fonte di idee nuove e l’arte quindi, in quanto creatrice di nuova forma, crea nuove idee, coltiva l’interiorità e risponde agli interrogativi
dell’umanità. Da qui si spiega secondo de Sanna, il crescente afflusso di persone ai musei: “Prima la gente andava in chiesa per trovare se stessa, oggi preferisce il museo, che è diventato un nuovo tempio, in cui trovare una risposta agli interrogativi umani”. Perché l’arte in questo scorcio di secolo, recupera la sua funzione positiva classica: non risponde ad alcun progetto, ma lo determina.
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