Categorie: Libri ed editoria

libri_arte contemporanea | Interviste vol. I | (charta 2003)

di - 13 Ottobre 2003

Qualche cifra, per cominciare. Questo volume poderoso – pubblicato in italiano e in inglese ad un prezzo proibitivo quanto ingiustificato – concentra, in 1000 pagine, 66 interviste scelte da un archivio di circa 400, da cui verranno estrapolate a breve altre due raccolte. Impossibile dunque fornire un resoconto non rapsodico del lavoro del prolifico critico svizzero.
Sguarnito ma significativo il contingente italiano: S. Boeri (Multiplicity), M. Cattelan, G. De Carlo, M. Merz, M. Pistoletto, E. Sottsass . Nella squadra degli artisti più affermati: M. Abramovic, V. Acconci, M. Barney, C. Boltanski, D. Buren, Constant, D. Graham, O. Eliasson, Gilbert & Gorge, Z. Hadid, R. Koolhaas, Y. Ono, G. Orozco, G. Richter, F. West.
Tuttavia questo imponente corpus -“una sorta di giro del mondo in sessantasei conversazioni” come si esprime Michael Diers nell’utile introduzion- non è una semplice collazione che testimonia della defatigante routine del critico militante, cartografo della piattaforma o dell’arcipelago dell’arte contemporanea. Né d’altra parte l’intervista si pone come agile alternativa all’incedere riflessivo del saggio-monologo o come mezzo d’informazione ‘in presa diretta’, sul modello di inter/View (rivista ideata da Warhol nel ’69 la cui formula è stata ripresa pochi anni fa in Italia con scarso successo). Quelle di Obrist sono conversazioni scritte (precedute da una breve scheda biografica) fatte di risposte ponderate e non di fulminei scambi di battute orali. Nessuna retorica del disimpegno: l’intervista è considerata come una vera e propria pratica critica.
Non a caso, nel novero degli interlocutori coinvolti (provenienti dalle discipline più disparate), figura il padre dell’ermeneutica filosofica, H.-G. Gadamer, il quale fra l’altro ricorda a Obrist come nelle interviste “non sia possibile trascrivere i silenzi”. E come non esistono segni per il silenzio a maggior ragione la voce è irriducibile alla parola scritta: effimera e prelinguistica, fatta di corporalità e vissuti, respiro e cadenze, incrinature e modulazioni.
Eppure la forma dell’intervista sembra particolarmente confacente all’attività degli artisti contemporanei, spesso concentrati più su progetti in fieri che su opere mute e conchiuse. Il dialogo dispiega il senso condensato nelle immagini, restituendone all’intervistatore come al lettore il processo di formazione. Il dialogo documenta o meglio dà la parola (come l’opera dà a vedere) alle intuizioni e alle esitazioni dell’artista come agli stati d’avanzamento e alle impasse dell’opera. In altri termini, si ha la sensazione che molte di queste interviste finiscano per far parte dell’opera stessa, che si presentino come didascalie ragionate. L’autore, mosso dalla necessità di comprendere, domanda e si mette in ascolto, registra e trascrive, fino a riuscire a far risuonare gli echi di quella voce nella parola scritta.
Infine, Interivste è un ottimo vademecum per i visitatori della Biennale di Venezia di Bonami (durante la cui vernice è stato presentato), in cui Obrist ha curato com’è noto la sezione sull’utopia ospitata all’Arsenale. Ma è anche un’alternativa critica al poco esaustivo catalogo, elenco di nomi illustrato dal puro valore documentario. Un modo di collaudare ciò che le conversazioni con gli artisti lasciano emergere – l’elaborazione dei progetti come i silenzi che le opere mettono in mostra.

articoli correlati
Stazione Utopia alla Biennale
Obrist presenta il libro a Venezia

riccardo venturi


Hans-Urich Obrist Interviste vol.I, a cura di Thomas Boutoux. Charta (www.chartaartbooks.it ), Milano 2003, 1000 pp., 57 €, ISBN 88-8158-430-1

[exibart]

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Spazio Rivoluzione, la nuova sede aperta a Roma

È stata inaugurata a Roma, con la collettiva MEGADEATH, la nuova sede di Spazio Rivoluzione, già presente a Palermo e…

19 Gennaio 2026 0:02
  • Musei

Il Museo Reina Sofía di Madrid ha ampliato la sua collezione con 404 nuove opere

La recente acquisizione comprende 404 opere di 130 artisti provenienti da acquisti, donazioni e depositi che rafforzano una lettura critica…

18 Gennaio 2026 17:48
  • Attualità

Disimparare l’Occidente. Arte, tempo e decolonialismo

Una serata in un boteco di Rio de Janeiro diventa l’occasione per aprire una riflessione sull’arte contemporanea, la decolonizzazione e…

18 Gennaio 2026 16:42
  • Cinema

In “No Other Choice”, Park Chan-wook rimescola tutti i generi del cinema

É il marchio di fabbrica del regista coreano. Stavolta l'espediente è la perdita del lavoro, che si trasforma in perdita…

18 Gennaio 2026 15:40
  • Arte contemporanea

Biennale 2026: il Padiglione Kosovo riapre una storica chiesa di Venezia

Il giovane artista Brilant Milazimi rappresenterà il Kosovo alla Biennale d’Arte di Venezia 2026 con un progetto ospitato nella Chiesa…

18 Gennaio 2026 10:30
  • Fotografia

Other Identity #188, altre forme di identità culturali e pubbliche: Idan Barazani

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

18 Gennaio 2026 9:30