Categorie: Libri ed editoria

libri_saggi | Museo S.p.A. | (johan & levi 2009)

di - 5 Aprile 2010

In Italia si tirano in mezzo gli avvocati appena qualcuno
scrive nero su bianco cifre e nomi. D’altro canto, se dalle nostre parti già il
giornalismo tout court non gode di buona salute, figuriamoci nel mondo dell’arte, dove
sostanzialmente non è quasi mai esistito.
Detto ciò, i toni di Werner sfiorano effettivamente più e
più volte il limite della diffamazione. E non si può che dirlo con tono
divertito. Perché? Semplicemente perché quel che scrive Werner è la più
cristallina verità, che tutti sanno e nessuno, per l’appunto, scrive. Qualche
esempio: i musei sono “magnaccia del Bello ideale che vivono alle spalle dei
contribuenti e spacciano il primo bavoso con un conto in banca per il salvatore
dell’umanità
”; “il
cervello di Krens sembrava fatto di tofu: assorbiva il gusto degli altri senza
averne uno proprio
”;
per un po’ filò tutto liscio: la navicella procedeva spedita sulla scia di
un’onda d’oro. In realtà, anche se nessuno se ne accorgeva, navigavamo nel
piscio
”.
Ovviamente non è solo l’ambiente museale a essere oggetto
degli strali satirici di Werner: “‘La Storia è morta!’, sbraitava Francis
Fukuyama, e la Storia gli rispondeva: ‘Fuku yourself’
”; e a proposito dei saggi critici
nei cataloghi: “Molti erano scritti in kraussiano, oscura lingua in uso fra
alcune tribù americane imbevute di paccottiglia poststrutturalistica […]. La
funzione del kraussiano non è quella di facilitare lo scambio di informazioni o
la discussione, ma quella di sollevare chi lo parla da ogni responsabilità,
ragion per cui continua a essere tuttora in voga fra i galleristi a un passo
dal fallimento e i docenti in attesa di essere confermati
”. E ancora: “Un incarico ai
vertici di un’istituzione non profit ha giocato a lungo, per le famigllie più
potenti di New York, lo stesso ruolo che un tempo giocava un vescovato per le
più potenti famiglie europee. Sfortunatamente i tempi sono troppo difficili
perché gli idioti possano avere successo
”.
Va da sé che il libro non si “riduce” a ciò. Anzi, è
un’acuta riflessione sul ruolo del museo, da un lato per com’era negli anni ’90
e per com’è spesso ancora allo stato attuale, negli States e non solo (i
“modelli” esaminati sono quello di Krens-Guggenheim e di de
Montebello-Metropolitan), e dall’altro per come dovrebbe essere, almeno nella visione
dell’autore. Che prende spunto in particolare dalle analisi di Pierre Bourdieu,
ma superandole e proseguendole su diverse questioni. Una su tutte, quella del
metaracconto: il tentativo di superare quest’impostazione, questa politica
allestitiva in uno spazio come quello del Guggenheim di Wright ha condotto a esiti discutibili
(per esempio nel caso della mostra Cremaster di Matthew Barney: “un grottesco e leggiadro
scivolone
”), per
non dire del caos tutt’altro che stimolante degli spazi di Gehry a Bilbao.

Che fare allora? Non certo seguire la fallimentare scia
del Guggenheim, bensì concentrarsi sul pubblico, composto non da consumatori ma
da lavoratori. In altre parole, agire dall’interno per modificare l’impianto
dell’istituzione-museo, epifenomeno del rapporto fra istituzioni e classi
sociali nell’era della globalizzazione. Un compito non da poco…

articoli
correlati

Il
precedente volume su arte ed economia dell’editore milanese
Guggenheim
a Vercelli
Lo
sboom dell’arte (contemporanea)

marco enrico
giacomelli

*articolo
pubblicato su Exibart.onpaper n. 63. Te l’eri perso? Abbonati!


Paul
Werner – Museo S.p.A.
Johan & Levi, Milano 2009
Pagg.
80, 12
ISBN 9788860100577
Info: la scheda
dell’editore

[exibart]


Articoli recenti

  • Arte antica

Il Barocco dove non te lo aspetti: Pontremoli e la costruzione della meraviglia

Dietro il volto medievale di Pontremoli si nasconde un Barocco colto, nato da peculiari condizioni storiche e dall’incontro di vari…

4 Febbraio 2026 18:22
  • Mostre

Alchimia Ginori: a Faenza la manifattura che diventa laboratorio di pensiero

Al MIC di Faenza, "Alchimia Ginori. 1737-1896. Arte e tecnica in manifattura" rilegge la storia di Doccia come un campo…

4 Febbraio 2026 17:28
  • On paper

È uscito exibart onpaper 131: un numero tra inquietudini geopolitiche e immaginari onirici

Il nuovo exibart onpaper registra le tensioni del presente: soft power, conflitti, derive autocratiche e, in controcanto, le risposte dei…

4 Febbraio 2026 15:10
  • Beni culturali

A Roma, Villa Torlonia si riattiva: completati gli interventi al Casino Nobile

A quasi 20 anni dalla riapertura, il Casino Nobile di Villa Torlonia ritrova equilibrio neoclassico e leggibilità grazie a un…

4 Febbraio 2026 14:10
  • Arte contemporanea

Bologna Art Week 2026: gli appuntamenti di oggi, in attesa di Arte Fiera

Mentre Arte Fiera scalda i motori, Bologna si riempie di cose da vedere, tra musei, palazzo storici e spazi indipendenti:…

4 Febbraio 2026 12:30
  • Mercato

Art Basel Qatar, tutto quello che c’è da sapere sulla fiera di Doha

Dimenticatevi i soliti booth. La primissima edizione della super fiera ha aperto i battenti e racconta un mercato in divenire,…

4 Febbraio 2026 11:36