Fernando Zanetti, tra Lipari e Vulcano
Le ìsuli Eoli, cosi detto in siciliano l’arcipelago delle Isole Eolie, prendono il loro nome da Eolo, dio incontrastato dei venti. Sette isole disseminate lungo la costa nord orientale della Sicilia, a formare quasi una grande y di cui Vulcano è l’estremità più bassa e Alicudi e Stromboli le due punte rispettivamente più a ovest e più a est.
Sono definite le “sette perle del mediterraneo”: Panarea la più piccola, Vulcano caratterizzata dal laghetto naturale dei fanghi caldi, Lipari, la più grande, è detta la montagna bianca per la forte presenza di pietra pomice, Salina (l’isola che ha affascinato Massimo Troisi, infatti lì è stato girato il film “Il Postino”), Stromboli si presenta come un enorme gigante nero col pennacchio, quando il sole tramonta è possibile vedere la fiamma del vulcano… uno spettacolo unico al mondo. Rimangono Alicudi e Filicudi che sono le più antiche e le più incontaminate.
Il fotografo Fernando Zanetti, dedito principalmente alla fotografia pubblicitaria commerciale e per l’editoria, con la sua continua ricerca creativa ha dato vita a immagini particolari ed evocative di still-life, indagatrici costanti e in dialogo con gli elementi della natura e con tutto ciò che a essa appartiene.
Zannetti, non è estraneo alle Isole Eolie, già nel 2015 pubblicava il volume Metamorphos – Lo sguardo cosmico e il gesto essenziale, una ricerca fotografica dedicata agli elementi cosmici delle isole, l’acqua, l’aria, la terra e il fuoco. Con questa familiarità torna ad indagare, le isole Eolie cogliendone il mutevole paesaggio, perennemente in contrasto, luogo per antonomasia di mito e sogno. Come il titolo di un’opera di William Shakespeare, Sogno di una notte di mezza estate, Zanetti, come un sognatore e al tempo stesso un improvvisato naufrago, depone le armi del fotografo e si lascia cullare dall’atmosfera magica che avvolge da millenni le isole.
Con la sua macchina fotografica fissa per sempre nella memoria comune attimi di luce e ombre, complici d’eccezione l’alba e il tramonto,i suoi soggetti sono i ritratti dei faraglioni, dei sassi, gli scogli, la vegetazione, gli uccelli, le spiagge, la pomice, i vapori vulcanici e le rocce. I colori non si sottraggono a questo protagonismo diventando egualmente soggetti principali.
Un romanzo solo per appassionati di fotografie? No, non solo. Un libro che diventa un romanzo poliedrico, un quadro da osservare per gli storici dell’arte e gli appassionati d’arte, un film documentario per i cinofili e gli esploratori alla ricerca di panorami, profumi, sapori, per tutti coloro che cercano immagini che rievocano il silenzio e le voci delle vacanze, un libro “trasportatore”, un varco che ci conduce in mondi che desideriamo.
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