Categorie: Libri ed editoria

monografie | Costantin Brancusi | (Marcos y Marcos 2001)

di - 10 Aprile 2002

New York, 21 ottobre 1927: Constantin Brancusi (1876-1957) – ispido e schivo, poco incline a dar ragione dei suoi intenti poetici – si ritrova al centro di un celebre processo, abilmente orchestrato dall’amico Duchamp. La questione è delle più audaci: si tratta di stabilire se le creazioni dell’artista rumeno rientrino nel novero delle opere d’arte (esentate dai diritti di dogana negli Stati Uniti) o se non siano altro che semplici manufatti (come persino Giacometti, a suo modo, sosteneva). Era in gioco lo statuto e la legittimità dell’arte contemporanea, a cui il ready-made aveva già dato da poco scaccomatto. Del resto già nel ’12, al Salon de l’Aviation di Parigi, così Duchamp apostrofava Brancusi: «La pittura è finita. Chi potrebbe far meglio di questa elica? Dì, tu lo sapresti fare?». Il verdetto del giudice della Corte riconobbe l’artisticità dell’Uccello nello spazio; in che termini l’opera di Brancusi ha risposto invece alla seconda provocazione?
Per orientarsi nel panorama delle risposte critiche, ci viene ora in aiuto l’omonima monografia curata da Elio Grazioli per la Marcos y Marcos. Uno strumento indispensabile che colma una disattenzione editoriale – se non una decennale rimozione critica ed espositiva – e rende disponibili saggi e interventi in gran parte inediti in italiano. L’antologia alterna testi classici (Pound e Eliade in primis) a letture francesi, rumene, americane e italiane, e si articola in quattro sezioni: poesie, scritti e conversazioni, testimonianze, studi critici. Dalle ultime due, che costituiscono il contributo più consistente e polifonico del volume, la figura di Brancusi emerge in modo sfaccettato: d’infanzia rumena e d’immaginario africano, subisce il fascino tanto delle idee di Platone e di Rodin quanto della spiritualità di Milarepa e della religione ortodossa. Suggestioni che filtrano nella sua opera – un’esercitazione rituale e indefessa che lavora su poche forme, materie e luoghi.
Innanzitutto le forme, vibranti di luce e di vita: l’ovoide delle Muse, il dente di sega del Gallo, i romboedri impilati della Colonna senza fine, gli slanci sperticati degli Uccelli, i piedistalli assemblati che avranno un’ascendenza sulla Minimal Art americana. Poi le materie, direttamente intagliate: dalle fibre del legno alle venature del marmo, dalla pietra sgrossata al bronzo opaco, lucidato al punto da riflettere (e confondersi con) lo spazio circostante. Infine i luoghi: il parco simbolico di Tirgu-Jiu in Romania (precursore della scultura ambientale), con la Porta del Bacio, la Tavola del Silenzio, una colonna di trenta metri; l’atelier di Impasse Ronsin (ricostruito nel ‘97 davanti al Centre Pompidou), elettrizzato dalla polvere come la grana delle sue foto, luogo eletto di esposizione – a sentire i suoi critici, un cantiere, un tempio, una caverna, un panificio con i forni ancora caldi.
Una parabola creativa che si può leggere come una sfida alla scultura: può la forma far dimenticare alla materia la sua natura terrestre? può una pietra disincarnata sbattere le ali e librarsi in volo? Nell’ultimo anno di vita Brancusi, fissando il globo di vetro appeso sopra il letto del suo atelier, disse: «Scopro mondi dall’altra parte del mondo» – una visione senza fine.

articoli correlati
Cosmos: l’arte alla scoperta dell’infinito
Il collettivo di artisti contemporanei ‘Eredi Brancusi’ in mostra a Torino

Riccardo Venturi


Constantin Brancusi (a cura di Elio Grazioli), “Riga 19”, Milano: Marcos y Marcos 2001 – 345 pp; £ 33.000 (euro 17,04). Contatti: Marcos y Marcos via Padova 221 – 20127 Milano, tel. 02/26305145, e-mail: marcosymarcos@tiscalinet.it; sito web: www.marcosymarcos.com

[exibart]

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Spazio Rivoluzione, la nuova sede aperta a Roma

È stata inaugurata a Roma, con la collettiva MEGADEATH, la nuova sede di Spazio Rivoluzione, già presente a Palermo e…

19 Gennaio 2026 0:02
  • Musei

Il Museo Reina Sofía di Madrid ha ampliato la sua collezione con 404 nuove opere

La recente acquisizione comprende 404 opere di 130 artisti provenienti da acquisti, donazioni e depositi che rafforzano una lettura critica…

18 Gennaio 2026 17:48
  • Attualità

Disimparare l’Occidente. Arte, tempo e decolonialismo

Una serata in un boteco di Rio de Janeiro diventa l’occasione per aprire una riflessione sull’arte contemporanea, la decolonizzazione e…

18 Gennaio 2026 16:42
  • Cinema

In “No Other Choice”, Park Chan-wook rimescola tutti i generi del cinema

É il marchio di fabbrica del regista coreano. Stavolta l'espediente è la perdita del lavoro, che si trasforma in perdita…

18 Gennaio 2026 15:40
  • Arte contemporanea

Biennale 2026: il Padiglione Kosovo riapre una storica chiesa di Venezia

Il giovane artista Brilant Milazimi rappresenterà il Kosovo alla Biennale d’Arte di Venezia 2026 con un progetto ospitato nella Chiesa…

18 Gennaio 2026 10:30
  • Fotografia

Other Identity #188, altre forme di identità culturali e pubbliche: Idan Barazani

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

18 Gennaio 2026 9:30