Categorie: Libri ed editoria

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di - 29 Agosto 2014
Nel romanzo La creatura del desiderio di Andrea Camilleri, il mito di Pigmalione viene ribaltato in una chiave contemporanea e prosaica. Lo scrittore siciliano rievoca, in una narrazione lineare e dallo stile quasi cronachistico, la storia d’amore e di ossessione tra il pittore Oskar Kokoshka e Alma Mahler: due personaggi che, per ragioni diverse, dominano la scena culturale e artistica della Vienna di inizio Novecento.
Nel mito antico l’artista realizza il modello perfetto che la dea Venere può rendere vivo;  per il pittore viennese l’ideale irraggiungibile è rappresentato da una donna reale, ma ormai perduta di cui desidera la riproduzione perfetta.

Alma Mahler aveva conquistato Vienna con la sua straordinaria bellezza; ancora giovanissima era stata l’amante di Klimt e poi aveva sposato il celebre compositore Gustav Mahler. Alma amava essere corteggiata ma non dagli uomini comuni «le interessano gli artisti, i musicisti, gli scienziati e tra essi sa perfettamente distinguere quelli con i quali intrattenere rapporti di semplice amicizia da quelli coi quali può concedersi rapporti molto più intimi. Ma di questi ultimi non intende solo essere l’amante, ma qualcosa di più, una sorta di musa ispiratrice», osserva Camilleri.
Oskar Kokoshka era tornato a Vienna nel 1911, viveva protetto dalla madre e stava conquistando la scena artistica. La donna chiede all’artista di essere ritratta e così inizia una storia d’amore appassionata, turbolenta e ossessiva fatta di viaggi, lettere e gelosia.
L’insicurezza di Oskar toglie il fiato: Alma deve rinunciare alle sue frequentazioni abituali e azzerare il suo passato; «la gelosia verso il passato di una donna è la forma più disperata e devastante di gelosia», sentenzia Camilleri. Il dubbio si insinua nella coppia e con le sue ossessioni, Oskar allontana Alma. Risale a questo periodo burrascoso la celebre opera La sposa del vento. L’opera ora a Basilea è nota anche con il titolo La tempesta, risale al 1914 e documenta la rottura definitiva: in un turbinio di colori, Kokoshka rappresenta due figure nude che si abbracciano, probabilmente lui e Alma, circondate dai un paesaggio notturno e inquieto.

Sopraffatto dal dolore, a 28 anni, parte in guerra; neanche la notizia delle gravi ferite riportate da Oskar distoglie Alma dal proposito di non rivederlo mai più. Intanto questo amore ossessivo e la malattia mentale che Oskar cerca di curare a partire dal 1917 si fondono in un nuovo macabro progetto: la costruzione di una bambola che riproduca esattamente il corpo di Alma. Richiede un lungo lavoro, lettere con minuziose descrizioni del corpo dell’amata e disegni per realizzare il simulacro perfetto: per la bambola Alma, Kokoschka sceglie abiti bellissimi e raffinata lingerie francese, organizza ricevimenti e serate a teatro e la ama con passione, possessività e turbamento fino ad ucciderla accecato dalla gelosia.
La fine della bambola non rappresenta la conclusione di questa folle storia d’amore, ma un accecamento parossistico che sfugge al controllo, alla razionalità, al comune senso del sentimento. Questa morte simbolica non aiuta il protagonista a ritrovare sé stesso, ma segna lo scacco definitivo dell’uomo e dell’artista che ormai in qualsiasi oggetto rappresentava una donna lontana che sentiva ancora come propria.

Andrea Camilleri ricostruisce la vicenda basandosi sugli scritti degli stessi protagonisti e sulle loro lettere, scelta che conferisce realismo e veridicità ad una storia a tratti surreale. La creatura del desiderio non è l’unico romanzo di Camilleri ispirato alle vite degli artisti, ma forse quest’ispirazione non è la più congeniale allo scrittore, il lettore abituato alle sue vivaci descrizioni non vi ritrova la pittoresca ricostruzione storica tipica de suoi romanzi, né la narrazione ironica e incalzante che caratterizza le avventure del commissario Montalbano.
Se in questi casi, il fatto storico costituisce l’ispirazione per una narrazione serrata e coinvolgente, nel caso della Creatura del desiderio la creatività dello scrittore  si snoda in una vicenda disperata, narrata con un incedere sobrio e lineare e con un linguaggio impeccabile, privo delle contaminazioni dialettali tipiche di Camilleri. Lo scrittore conserva un perfetto equilibrio tra il decoro narrativo e una materia delicata e racconta con garbo una vicenda che facilmente poteva scadere nella volgarità.
Titolo: La creatura del desiderio
Autore: Andrea Camilleri
Editore: Skira Narrativa
Anno di pubblicazione: 2013
ISBN: 978-88-572-2189-2
Euro: 14,50

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