Specchiarsi in una superficie riflettente simbolicamente rappresenta il ribaltamento del “punto di vista” che da meramente retinico diventa psicologico e mentale. In un momento drammatico, come quello che stiamo vivendo, è forte il desiderio di riportare la cultura, come motore mentale per la produzione di pensieri alti, al centro della scena. Il mondo, gira in fretta e il rumore del mondo ci allontana inesorabilmente dalla padronanza che dovremmo avere del nostro pensiero, isolati nelle nostre specializzazioni, ci accontentiamo troppo spesso di idee a breve termine che ci hanno tolto quasi del tutto la capacità di saper immaginare e quindi costruire un futuro “pensato”.
Come degna cornice alla pubblicazione, il progetto intellettuale, ambizioso ma realizzabile è stato una “lectio magistralis” che la Dorma, ha concepito come una vera e propria costruzione mentale nata dalla collaborazione fra un artista, Alfredo Pirri, un filologo, Corrado Bologna, un ingegnere illuminato, Giuliano Modesti, e un architetto Hans Kollhoff, che hanno intrecciato i sottili fili che legano la progettazione industriale, la costruzione di un edificio, la realizzazione di un’opera d’arte, tutti accomunati da quella ricerca del bello che è l’equilibrio sia statico che mentale ed estetico in cui l’umanità si evolve. Un pomeriggio di “azione mentale partecipata” ad maiorem gloriam della creatività umana, per riscoprire la potenza evocativa dell’ingegno e le infinite possibilità dell’arte di dialogare in maniera orizzontale con altre discipline apparentemente dissonanti.
Il “fil rouge” che ha legato tutti i vari interventi è stata la serie di installazioni “site-specific” chiamate Passi che Alfredo Pirri ha realizzato per la prima volta nel 2003 alla Certosa di San Lorenzo a Padula, luogo dove nasce il titolo Passi (ogni volta seguito dalla data e dal nome dello spazio dove si realizza l’opera) scaturito da una visione in cui l’artista ha immaginato il percorso quotidiano che il monaco, ospite dell’Abbazia, doveva compiere, per raggiungere, dalla sua cella, l’altare privato alloggiato in una piccola cappella in fondo al corridoio. Come in un cammino iniziatico, ogni passo compiuto sulla superficie riflettente dello specchio semi frantumato rappresenta simbolicamente la progressiva perdita del proprio corpo, quindi del sé, nello spazio, come se il corpo divenisse luogo.
Nel 2005 la sala ipogea di Villa Guastavillani a Bologna, riccamente decorata di grottesche e incrostazioni di conchiglie policrome, è stata l’avvolgente e affascinante teatro del terzo appuntamento di Passi, e poi il Museo Marino Marini a Firenze, la sala “prismatica” del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro, il Foro di Cesare e nel 2012 l’ingresso della GNAM. Ogni volta una visione straniante, diversa, onirica in cui riflettere e vedersi riflessi in uno spazio ribaltato di sorprendente drammaticità evocativa. Una giornata e un libro entrambi importanti per riannodare il filo spezzato che in passato ha legato l’impresa alla creatività e un doveroso omaggio a un artista che con le sue opere da sempre dialoga con l’architettura e lo spazio progettando visioni grandiose necessarie per osservare il mondo con gli occhi della mente.
di Paola Ugolini
Titolo: Passi 2003-2012
Autore: Alfredo Pirri
A cura di Angelandreina Rorro
Editore: Gli Ori, Pistoia
Anno di pubblicazione: 2012
ISBN: 9788873364986
Pagine: 172
Prezzo: 25 euro
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