Inaugurato nel febbraio 2005 con la prima nazionale del Woyzeck di Georg Buchner per la regia di Giancarlo Cobelli, lo spazio è ancora sotto la direzione del Teatro Stabile di Torino e rappresenta una sorta di “fabbrica delle arti”, centro di aggregazione e di scambio culturale.
Fino al 28 Febbraio, una mostra presenta le sculture in bronzo che, dal 1970 al 1975, Ezio Gribaudo aveva realizzato presso le Fonderie, collaborando con operai che non avevano mai lavorato a progetti di carattere artistico. L’esposizione presenta pezzi unici, accanto a progetti o stampe limitate di altre sculture. Alcune opere, infatti, erano state realizzate per diventare locandine di una serie di eventi del 1973: immagini per la promozione de I giovani per i Giovani, rassegna sperimentale di teatro ed arti dell’espressione a Chieri, de Il Trasloco, recital di Vittorio Gassman con Paolo Poli e Ida de Benedetto e del congresso Giustizia e Informazione. La personale propone, inoltre, alcuni quadri, dipinti ad olio su masonite nel 1958, raffiguranti utensili e lavoratori dell’industria metallurgica: Il Tornio, I Fonditori, La Fondita.
Un viaggio circolare, una storia che ritorna su se stessa: dall’industria all’arte, dalla pittura alla scultura, fino al teatro e a ritroso. Cogliendo quest’occasione di contaminazioni ed interdisciplinarietà , Silvana Editoriale pubblica un volume che, a metà strada tra catalogo della mostra e documentazione storica di costume, riesce a rivalutare le tante sfaccettature di questa complessa trama.
Il discorso è articolato polifonicamente, con interventi di Pegi Limone, erede del fondatore, e di Mario Moselli su metallurgia e storia dell’industria. La trattazione legata alle tecniche di realizzazione delle sculture e all’estetica dell’avanguardia novecentesca è affidata al critico e curatore Gianfranco Schialvino, a Silvia Carbotti e allo stesso Ezio Gribaudo. Le immagini spaziano dal repertorio storiografico, con testimonianze dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro, del regime e delle delegazioni dalle colonie, per arrivare alla documentazione dei reparti operativi della fonderi e agli oggetti stampati e concludersi con le problematiche occupazioni degli Anni Sessanta. Le opere riprodotte, invece, si alternano a fotografie storiche di mostre di Gribaudo presso la Galleria Sagittarius e la Galleria Davico di Torino.
Giochi di luce e ombre rivelano l’insistenza di un segno archetipico, all’interno delle tematiche frequentate dall’artista: dinosauri, formule impresse su pagine stampate, enigmatici simboli dell’antico Egitto, animali fluttuanti in un’archeologia della mente, dove tutto si trasforma. Il bronzo, oltre a riproporsi come simbolo della resistenza allo scorrere del tempo, diventa pretesto, in questa pubblicazione, per il mantenimento dei ricordi e per la rivitalizzazione creativa di uno spaccato di cultura e società .
di Ivan Fassio
AA. VV., FONDERIE LIMONE. NOVANT’ANNI TRA INDUSTRIA E ARTE /Le sculture di Ezio Gribaudo
Curatore: Paola Gribaudo
Editore: Silvana Editoriale
Anno di pubblicazione: 2012
ISBN: 9788836624850
Pagine: 96
Prezzo: 20 Euro
Sono affascinato dalle strutture mentali che costruiamo per proteggerci ma che spesso diventano barriere. Indago quelle zone di attrito, i…
Conclusa la residenza di Red Lab Gallery nel Salento: il progetto di Agata Ferrari Bravo e Thomas Michael Saccuman, con…
Un tour tra gli highlights della quindicesima edizione della fiera, durante la preview. Con oltre cento gallerie internazionali, senza limiti…
Intervista al curatore del Padiglione India alla Biennale d'Arte di Venezia 2026: Amin Jaffer ci parla di identitĂ plurale, materiali…
Annunciate le 34 gallerie per il debutto milanese di Paris Internationale: la fiera conferma il suo taglio curatoriale, tra dialoghi…
Cento bandiere palestinesi, ricamate collettivamente a partire da testi provenienti da Gaza, accompagneranno la seconda missione via mare della Global…