Uscito in questi giorni per i tipi di Editori Riuniti il libro di Echaurren è composto da una serie di pamphlet (alcuni già visti su Juliet, altri sull’Unità e su altre testate, la maggior parte originali) scritti con un linguaggio che spazia tra Trilussa e Totò. Una continua accusa verso il mondo dell’arte e i suoi protagonisti che la stanno portando – a detta dell’autore – sulla strada del suicidio/eutanasia.
Echaurren spara su tutto e tutti, auspicando il crollo del “castello marcondirondirondello” dell’arte contemporanea. Le aste, i critici, i galleristi, l’artista-scrittore non risparmia nessuno affondando, specialmente nel fianco degli artisti, il fendente della sua prosa in rima strampalata. Curioso constatare come Echaurren dia addosso soprattutto a quelli che, considerando il sistema dell’arte, dovrebbero essere i suoi colleghi: da Jeff Koons a De Dominicis, da Cattelan a Gligorov fino a Damien Hirst.
Il volume, in ogni caso imperdibile per chiunque si occupi di arte contemporanea, ha il grosso difetto sofferto da coloro i quali si lamentano non proponendo alternative. Echaurren spara bordate su tutti, sbagliando la mira quando colpevolizza artisti e critici, si arrovella in definizioni colto-maccheronico-burine, si produce in neologismi di maniera ma non arriva al nocciolo del problema.
Che il sistema italiano dell’arte vada alla deriva può essere anche vero, ma è proprio colpa degli artisti? Dei critici? Dei curatori? Non era il caso di accennare ai privati che investono poco, allo stato che non costruisce musei, ai comuni che non promuovono manifestazioni, che non creano opportunità? Ai centri d’arte che non comprano più niente? Alle gallerie che non rischiano?
L’unico accenno/bordata ad uno spazio pubblico è scagliato contro il futuribile “Centro per le Arti e l’Architettura contemporanea di Roma” che, sinceramente, è come sparare sulla classica Croce Rossa.
Le centottanta pagine del libretto scorrono comunque piacevoli e veloci, la divisione in brevi capitoli – imperdibile quello che insegna come diventare performer – rende gradevole e brillante la lettura.
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Massimiliano Tonelli
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