L’arte medievale romana è sempre stata avvolta da un alone di mistero dovuto esclusivamente alla perdita quasi totale di tutto il patrimonio artistico di quel periodo: tale perdita appare particolarmente drammatica poiché ha lungamente penalizzato gli studi specifici. La scuola romana medievale, infatti, fu di grandissima importanza per tutto il panorama italiano, esprimendo artisti di primissimo livello come Pietro Cavallini o Filippo Rusuti, capaci di elaborare un linguaggio innovativo e fertile che avrà nella Basilica di San Francesco ad Assisi il definitivo centro di irradiazione.
La serie di saggi raccolti da Maria Andaloro e Serena Romano cerca di approfondire in particolare il tema della figuratività a Roma, analizzando dapprima il delicato passaggio tra il mondo tardo antico e la cristianità per poi passare all’impatto dell’immagine iconica nel contesto religioso medievale e allo stretto ed ineliminabile connubio (tipico della cultura romana) tra classico e moderno.
Lo studio dei diversi fenomeni artistici che si dipana nei diversi scritti di questo volume è strettamente correlato al coevo ambiente storico religioso; la completa comprensione di un’opera alto medievale è infatti imprescindibile da una attenta ricostruzione filologica della società per cui viene prodotta.
Il volume è, nelle intenzione degli studiosi che l’hanno redatto, una anticipazione di un futuro progetto che intende riscrivere e riconsiderare la storia della pittura romana in considerazione del fatto che il celebre testo – vera Bibbia per gli studiosi – di Guglielmo Matthiae Pittura romana del Medievo risale oramai la 1966.
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Luca Scalco
[exibart]
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