Davvero singolare questa iniziativa celebrativa del Vaticano in tempi di revanscismo cattolico. Ma non si può fare a meno di rimanere ammaliati di fronte a tale splendore: le più antiche omelie sulla Natività, tradotte dal greco o dal siriaco almeno mille anni fa.
Si tratta di una di quelle luminose opere celebrative destinate in genere a raccogliere la polvere degli armadi casalinghi e che celano invece veri e propri “tesori”.
In questo caso l’ente patrocinatore è la Banca Commerciale Italiana che, in collaborazione con l’Assemblea degli Ordinari Cattolici di Terra Santa e la Biblioteca-Pinacoteca Ambrosiana di Milano, ha voluto celebrare in grande stile il Giubileo 2000.
Riproporre quelle antiche meditazioni rappresenta indubbiamente un’occasione per riflettere sul nesso tra storia e profezia, risalendo a un contesto storico non privo di analogie col presente: mille anni fa cominciavano a circolare nel Vicino Oriente quei testi in lingua araba, segno di un rinnovato slancio di testimonianza evangelica in una fase antecedente alle dolorose scomuniche del 1054.
Il saggio presentato è solo una parte di un’opera di dimensioni maggiori che raccoglie omelie dei Padri della Chiesa per tutto l’anno liturgico. I Padri, le cui omelie sono qui riproposte nel facsimile del manoscritto Ambrosiano X 198 Sup., sono tra i più rappresentativi autori greci e siri.
Se si tiene conto che la cultura e la lingua araba sono oggi diffusi in larga parte dell’umanità, e che il siriaco costituì il veicolo di evangelizzazione verso l’India e verso la Cina fin dai primi secoli, questa edizione non può che contribuire a diffondere una visione davvero globale e aperta della cultura altrui… e a maggior ragione di questi tempi!
C’è solo da augurarsi che il lungimirante legame tra Banche e Arte continui a essere sì solido e a produrre con crescente dovizia queste autentiche perle.
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Davvero notevole questo volume, peccato che l'autore del testo sia un po' troppo drastico e radicale nei suoi giudizi sul cattolicesimo!