Fino al tredici maggio si può ammirare – in un eccellente allestimento – presso la Sala del Castellare del Palazzo Ducale di Urbino la mostra antologica dedicata al maestro marchigiano Mario Logli.
Urbino, la città rinascimentale per eccellenza, diventa nelle tele di Logli il pretesto per un vero e proprio racconto della memoria, un racconto che in trent’anni di pittura abbraccia cinquecento anni di storia del pensiero. La continuità stilistica e la raffinatezza tecnica, inconfondibili caratteristiche dell’arte del maestro, affondano le radici nel rinascimento di Piero della Francesca, per arrivare infine alle tematiche care al surrealismo magrittiano ed alla metafisica di De Chirico, riproponendone la lezione in chiave assolutamente moderna.
Nei pezzi in mostra, testimonianza della produzione del maestro dagli anni settanta ad oggi, il filo conduttore è appunto la città di Urbino, che fisicamente presente o intimamente celata, passa dall’essere assoluta protagonista (serie delle Isole Volanti) all’essere soltanto concettualmente accennata (Teatro della Memoria), come una sorta di scena per gli oggetti “improbabili” creati dalla fantasia dell’artista e riproposti nella migliore chiave metafisico-surrealista dal maestro marchigiano.
Urbino quindi, fortezza arroccata sulle montagne, ideata da Luciano Laurana e da Francesco di Giorgio, corte
La passione per la filosofia, la matematica, l’eccezionale creatività di Mario Logli sintetizzano in un complesso gioco concettuale le caratteristiche storico-sociologiche del capoluogo feltresco. Catalogo a cura di Floriano de Santi con interventi di Massimo Galluzzi, Carlo Bo e Mario Logli, edito dal Comune di Urbino e dalla Repubblica di S. Marino
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