È notte. E mentre le pareti sembrano improvvisamente tingersi di nero, non possiamo far altro che restare immobili. Unico punto di attenzione un video, quasi impercettibile nelle sue tonalità monocromatiche, che viene proiettato in uno schermo di fronte. Si è portati ad osservarlo non tanto per lo scorrere delle sequenze, che è più un avvicinarsi e allontanarsi dell’obiettivo, quanto per la luce che, seppur flebile, è l’unica presente nell’ambiente. Nel totale silenzio leggiamo, come fossero sottotitoli, le frasi di un dialogo impresse sopra le immagini. Parole, anche per il carattere differente, che sembrano appartenere a due personaggi distinti, un uomo e una donna. Due identità celate, ormai incorporee, percepibili come delle lievi luci, consentono di rendere visibile, nell’oscurità notturna di un fitto bosco, il tronco di un albero con dei segni incisi. È chiaro, ormai, che quello a cui stiamo assistendo è un incontro fra due amanti che avviene dopo lungo tempo, nonostante la morte abbia provato a separarli per sempre. E così rimane sullo schermo, al termine delle immagini, una scritta, come fosse un titolo: In un bosco due fantasmi si rincontrano e fanno l’amore .
Si tratta di un lavoro firmato unicamente con la dicitura Anonimo. Ed è a lui che la Galleria White Project dedica il suo terzo appuntamento stagionale. Un artista alla sua prima personale che volutamente sceglie di restare nell’anonimato con la precisa intenzione di non far prevalere la propria identità sul lavoro. Nessuna informazione, dunque, sull’artefice di questo progetto, che risulta articolato ma nello stesso tempo perfettamente compiuto. Uno svolgimento in crescendo che ha nel video il suo principio, trova in una serie di disegni su carta alternati a delle frasi, eseguiti con tratto semplice e pulito ed esposti nel locale successivo, una specie di stasi, di fase di riflessione e rilassamento, per poi raggiungere il suo culmine nella stanza principale. Immersi in una luce intensa, abbagliante, tanto più per l’oscurità precedente, due elementi dominano lo spazio come fossero la cristallizzazione delle percezioni sensoriali provate nell’osservazione delle opere precedenti.
Alla parete una tela, con irregolarità e colature, presenta una superficie lucida di colore rosso, di un timbro intenso ma non brillante. Un’opera di grandi dimensioni che porta il titolo Lei e sembra concretizzare, con la sua materialità, l’essenza della figura femminile, il suo fascino, tutta la passionalità. Di fronte a quest’opera, appoggiato a terra, è Scrigno, una specie di grande cartoccio costituito da carta da parati nera, che conserva al suo interno un pensiero d’amore. Ed è per questo messaggio, per poterlo custodire, che le pareti della stanza si sono ripiegate su loro stesse, fino a chiuderlo e celarlo per sempre. Ultimo elemento esposto è Due fantasmi, un cubo trasparente appoggiato su un tavolo, contenitore pensato dall’artista come custodia per il dvd del video, all’interno del quale ha posizionato un secondo cubo dipinto di nero. Il coperchio appena scostato consente di guardare all’interno e di vedere dei piccoli vermi che si muovono. Sono larve, esseri viventi in stato embrionale, che si svilupperanno diventando insetti adulti pronti a volar via.
Ultimo segno di un pensiero lucido che parla d’amore, di morte e di vita, dei temi basilari dell’esistenza umana mantenendo quella stessa ciclicità che sembra regolarla.
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