L’ultima iniziativa del Sistema Provinciale d’Arte Contemporanea della provincia di Pesaro-Urbino mantiene fede al suo intento di delocallizzazione organizzando in un articolato circuito esposizioni d’arte contemporanea; numerosi centri diventano una sorta di caccia ai tesori alla scoperta di luoghi di interesse storico-culturale. In quest’ottica la sigla SPAC rimanda ad una stimolante onomatopea: un sasso che infrange la piatta superficie dello stagno propagandosi in una movimentazione concentrica di onde. L’unica logica per fruire questa interessante moltitudine di stimoli, progettata e curata da Renato Barilli, è quella del percorso da interpretare a piacimento.
Partendo da Pesaro nel cuore della città sul Cortile d’Onore di Palazzo Ducale incontriamo l’imponente scultura di Giuliano Vangi un ragazzo in piedi che con la sua corporea evanescenza e lo sguardo fermo e ieratico è un inno alla vibrante libertà del nostro pensiero, alla volontà di distacco dalle convenzioni sociali e dai bisogni non solo materiali contingenti alla nostra natura e in primis al nostro radicamento.
Non lontano custodite dalla pacata sacralità dell’ex chiesa intitolata alla Maddalena trovano appropriata collocazione gli indomiti spiriti raffigurati nelle opere pittoriche del recentemente scomparso Gino de Dominicis. Presenze assenze al confine fra il visibile e l’invisibile che si materializzano al centro dello spazio, contorniate dai giganteschi murales di un altro marchigiano Enzo Cucchi. Le opere si estendono nelle due direttrici, orizzontale e verticale, come se ci volessero ricordare che alla base c’è la natura, la terra, le origini, ma che ad altro aspira l’uomo.
A Tavulia scopriamo le opere di Paolo Icaro mostruose creature proliferate in assenza del colore in un immaginario ed iperbarico ambiente artificiale. Lasciando il mare e inoltrandosi nell’entroterra per raggiungere Urbino nella sua cuspide più acuminata dove sorge la Fortezza di Albornoz, si può accedere alle sculture di Eliseo Mattiacci che con la loro metafisica e importante presenza operano una sacralizzazione dello spazio circostante.
Cagli merita senz’altro una sosta più prolungata dato che nei generosi spazi di Palazzo Tiranni, messo a disposizione dello SPAC per l’occasione dalla Curia Vescovile, trovano collocazione le opere di ben cinque artisti: Maurizio Arcangeli, Luigi Carboni, Claudio Cesarini, Maurizio Mercuri, Sabrina Muzzi. L’itinerario può ancora continuare attraverso i centri sorti nelle profonde vallate che ospitano le antiche vie di comunicazione romane e sui monti che fanno da quinta al delicato e verde panorama della campagna marchigiana: Fossombrone dove sono ospitate le opere di Pier Paolo Calzolari; Acqualagna dove sono esposte le opere di Stanislao Pacus; nell’oratorio cinquecentesco di San Gerolamo a Frontino dove si incontrano le opere di Giovanni Termini; al Castello di Pietrarubbia dove possiamo ammirare l’istallazione delle tavole scultoree The Pietrarubbia Group di Arnaldo Pomodoro.
francesco benedetti
mostra visitata il 17 aprile 2003
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