Categorie: marcheabruzzi

fino al 16.VI.2002 | Albania tra la mezzaluna e la croce | Ancona, Mole Vanvitelliana

di - 26 Aprile 2002

Ancona, porta aperta verso l’oriente, ospita a pieno titolo una mostra dedicata ad una cultura poco conosciuta, come quella albanese appunto, mostrandone attraverso le opere tutta l’affascinante complessità data dalle sue travagliate vicissitudini storiche.
Muovendosi attraverso le sale della mostra si viene subito colpiti dall’impatto visivo dell’allestimento, curato da Massimo Di Matteo. Nell’austera cornice della Mole il contrasto creato dalle pareti in rosso con il fondo oro zecchino delle tavole introduce il visitatore in un’atmosfera di sacralità e di contemplazione. Ci si accorge subito, infatti, che sono molto più vicine al nostro modo di sentire ed al nostro gusto occidentale di quanto non lo siano, ad esempio, quelle più famose e conosciute di tipologia russa.
Ai duri e precisi segni calligrafici dell’iconografia classica si sostituiscono accenni di sfumatura che addolciscono i tratti. I colori mostrano tutto il gusto della pittura tonale veneta e la maniera decorativa degli abiti di alcune Madonne, come quella della chiesa di S.Nicola di Saraqinisht, richiamano i preziosi ricami degli abiti del Crivelli.
Queste contaminazioni sono attribuibili alla presenza della Serenissima in alterne vicende storiche e del resto, pur quando questa dovette soccombere all’aggressione ottomana, la vita religiosa ed artistica nei balcani godette di una relativa libertà grazie al concentrarsi delle forze mussulmane a nord verso Vienna nel XVI secolo.
A questi influssi occidentali si affiancano particolari di carattere popolare. Da notare, ad esempio, i pastori con il cappello a pan di zucchero e le donne con il fazzoletto annodato dietro la nuca che danno ad alcune tavole un’impronta naif, rendendo queste immagini non solo espressione di un alto concetto teologico, secondo i canoni classici, ma anche racconto. Questi particolari dell’imaginerie populaire permettono un colloquio in termini più semplici fra l’opera d’arte ed il fedele: il popolo scopre di poter accostare alle grandi vicende di Dio la sua vita quotidiana. In un certo senso le immagini colpiscono maggiormente la fantasia dei fedeli avendo una denotazione più narrativa e didattica simile a quella degli exultetdella chiesa cattolica medioevale.
Ma accanto a questo carattere più primitivo nella formulazione del significato si trova un ricchissimo gusto decorativo nei fondi sbalzati, nelle cornici con campiture bicrome e decorazioni a foglie e fiori stilizzati che ricordano le tessiture ancora oggi conservate al Museo Correr a Venezia, nei troni descritti con volute barocche.
All’interno degli schemi compositivi tutti questi aspetti confluiscono in modo armonioso ed equilibrato e l’atto creativo si sforza di superare l’obbligatoria ripetitività dei temi, contribuendo così alla singolarità di ciascuna opera.
Uno studio, questo sulla cultura albanese, che viene a colmare alcuni dei tasselli mancanti alla ricostruzione dell’unità culturale europea.

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roberta cardinali
mostra visitata il 19/04/2002


Dal 19/04/02 16/06/02
Albania tra la mezzaluna e la croce – arte sacra dal xiv al xix secolo, Mole Vanvitelliana, banchina di Chio, Ancona
Orario: dal martedì al venerdì ore 16.00-20.00; sabato, domenica e festivi ore 10.30-12.30/16.00-20.00; chiuso il lunedì
Ingresso Euro 5; ridotto Euro 4; gruppi Euro 2
Info: tel.071/2225019, Biglietteria, prenotazioni e visite guidate: tel. 071/2225031. Ufficio Stampa Economia&Cultura.

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