Categorie: marcheabruzzi

fino al 18.VIII.2004 | A nudo | San Benedetto del Tronto (ap), Palazzo Bice Piacentini

di - 10 Agosto 2004

Un tema sempre attuale elle opere di 16 artisti contemporanei: 37 lavori attraverso i quali il corpo nudo dichiara di non essere un semplice soggetto. Nelle Stippingirls di Anton Corbijn questo è uno strumento per ottenere notorietà ma viene elaborato dichiarando la volontà di andare oltre l’apparenza. In Mat Collishaw il corpo e la natura vengono trattati alla stessa maniera e definiti con colori nitidi e forme manierate suggerendo l’importanza di un repertorio culturale e figurativo comune. In Interni/Esterni di Stefano Scheda la plasticità scultorea dell’uomo funge da perno compositivo, in contrasto con l’inquadratura e la prospettiva, suscitando un senso di tensione. Nel ciclo Celeste di Maree Azzopardi la donna diventa, invece, oggetto da natura morta, silenzioso e statico, esaltato nella propria armonia formale. Nelle immagini di Nobuyoshi Araki il corpo è fonte di piacere. Una sensazione intensa e breve, ossessivamente ricercata, che viene fermata estemporaneamente dichiarando la natura dell’esistenza. In Santiago Sierra l’individuo è privato della volontà soggettiva e offre il proprio corpo per denaro. In Poliuretano espraedo sobre 18 personas emerge il principio alla base del suo lavoro, la constatazione che l’arte non può cambiare il sistema del potere essendovi appieno inserita. Brigitte Niedermair priva il corpo nudo di coordinate spazio–temporali essenzializzandolo nei colori naturali e nelle pose semplici ed eloquenti, esaltandone l’armonia. Nelle tele di Dubossarsky & Vinogradov vengono rappresentati scenari idilliaci nei quali la nudità è espressione di felicità e libertà.

Mezzo elitario d’espressione, il corpo, in Robert Gligorov è inteso quale organismo in perenne trasformazione che raggiunge infinite possibilità. Dino Pedriali svela, mediante una luce descrittiva, la bellezza e la sensualità del nudo femminile del quale evidenzia la delicatezza e l’armonia. Gianluca Cosci espone il corpo nudo come un oggetto, un contenitore vuoto che si rende conoscibile nel suo semplice apparire, suggerendo gli attuali meccanismi della comunicazione. Begona Montalban esteriorizza nel corpo l’interiorità ed -evidenziandone le parti più espressive (occhi, mani, bocca)- focalizza l’interesse sull’individualità e le relazioni sociali. In D’Après Caravaggio (Jacob Wrestling with the angel) di Evergon la bellezza dei particolari di una scena di lotta, svelati da un chiaroscuro debitore del passato artistico, comunica un’atmosfera intensa rivelando tutta la forza espressiva del corpo nudo. Paolo Consorti utilizza il nudo come un mezzo di comunicazione immediato che offre gustose opportunità narrative all’interpretazione soggettiva. In Luca Francesconi la gestualità dei protagonisti di Viaggio al termine della gioventù trasmette più delle parole traducendo, nel corpo nudo, l’essenza delle dinamiche sociali. Fino ai corpi di Micha Klein che -rappresentati in una forma molto più che perfetta- materializzano visioni accattivanti di evasione dalla realtà.


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Dal 11.VII al 18.VIII
A nudo. Palazzo Bice Piacentini Centro Arte Contemporanea, via del Consolato, 12, centro storico, San Benedetto del Tronto (ap). A cura di Gloria Gradassi
Orario: dal martedi alla domenica 18-24 chiuso il lunedi. Ingresso libero.
Info 0735/585352



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