Continua il progetto Panorama Italiano, ideato da Ludovico Pratesi, che con una serie di mostre di altissimo livello ha messo in contatto la realtà pesarese con i protagonisti assoluti della giovane arte Italiana.
In questo contesto si inserisce Accento Acuto, mostra curata da Augusto Pieroni, che attraverso le esperienze di otto artisti cerca di mettere in risalto il rapporto che lega artista e terra natale.
Il campo visivo, appena si attraversa il cancello del lungo portico, viene immediatamente invaso da tre opere. Single proposta da Loredana Longo rappresenta una cena consumata ad una tavola con dodici assenze (testimoniate da dodici mani cucite sulla tovaglia) al cui capo, in un video, l’artista mangia una mela. Proseguendo nel percorso l’occhio viene rapito dalla Danza Rossa di Marta Valenti: ventiquattro lambda print in cui l’artista ci rende partecipi del suo rapporto quasi rituale con gli elementi naturali. In fondo al portico un groviglio di tubi rossi, da cui escono rifiuti misti a resti umani; è Infortunio Tenue di Simone Racheli in cui l’artista ci propone un racconto ironico e paradossale.
La parte interna dell’esposizione (ex Chiesa del Suffragio) è dominata dalle opere di Andrea Malizia in cui gli oggetti attraverso un processo fotografico vengono ingranditi all’inverosimile, fino a perdere il contatto con la realtà, fino a diventare altre forme. La sua ricerca si incentra sulla percezione, egli infatti, crea situazioni paradossali fornendo nuovi punti di vista su elementi d’uso comune.
Sulla comunicazione, in tutte le sue forme, si focalizza invece il lavoro degli altri artisti in mostra. I Sedili Sospesi di Carlo Schiuma sono stati creati per trasmettere sensazioni attraverso le piante dei piedi, egli in questo modo stravolge il concetto tradizionale di comunicazione verbale o gestuale fornendone un’alternativa ironica e interessante.
La comunicazione intesa come iterazione tra gli individui diventa fonte di ispirazione per De Blasi e Moscara in cui il gioco (degli adulti) acquista una valenza quasi rituale, antropologica, mentre sfocia in una situazione ambigua nelle opere di Pario Perra. Egli, infatti, attraverso Children’s Series, pone l’accento sul gioco dei bambini, sull’iterazione degli adulti con essi, simulando con una serie di fotografie un dichiaratamente falso voyeurismo. L’attenzione di Michele Schirnizi si incentra sui rapporti familiari, egli propone una serie di fotografie popolate da personaggi grotteschi che interagiscono tra loro, in cui, ad esempio, una bicicletta ed una porta aperta sulla strada diventano segni inconfondibili della vita di paese.
La definizione di questo carattere italiano e territoriale si sviluppa, quindi, attraverso un percorso complesso, in cui le opere vengono poste in un interessante rapporto dialettico anche grazie alla conformazione dello spazio espositivo.
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