Il lavoro presentato in questa esplorazione eterogenea di opere grafiche, elaborate a partire dai primi anni sessanta per arrivare ai primi anni ottanta, rappresenta il risultato della faticosa ricerca di Joan Mirò nell’ambito delle tecniche artistiche di riproduzione. Il tentativo di rielaborare e semplificare una realtà complessa, spesso insoddisfacente, riportandovi un ordine sovvertito all’egemonia delle emozioni, è il filo logico di questa esposizione di opere prodotte per la divulgazione.
In questo ricercato giardino di meraviglie le situazioni ed i pensieri estrapolati dal mondo naturale sono riproposti in una dimensione riorganizzata per rispondere alle dinamiche narrative non lineari della poesia e per aderire all’ideale di bellezza dell’artista. Natura e artificio appaiono inscindibilmente legati in un nuovo mondo dove solo in apparenza non esistono regole.
La faticosa ricostruzione di questo eden perduto di segni procede incalzante sfruttando di volta in volta le possibilità espressive del mezzo con risultati spesso disorientanti, in pieno accordo col carattere iperbolico della produzione dell’artista catalano. Il linguaggio in continua trasformazione si evolve dai vivaci cromatismi delle atmosfere cartoon dei primi lavori verso un più erudito minimalismo che si fa forte di un segno sicuro e suadente anticipando in chiave personale lo spirito decadente degli anni
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Ok la poesia di Mirò ma l'allestimento e la qualità dell opere lasciano non poco a desiderare..
Dnetro quelle cornici in sere..tutte uguali da salotti le linee e i colori descritti non riescono assolutamente a vibrare...