Dopo lunghi anni di faticosi restauri e lavori di consolidamento la Rotonda a Mare di Senigallia riapre i battenti tornando ad essere uno dei punti nevralgici dell’offerta culturale della città. Nelle ultime settimane, infatti, più di ottomila persone hanno visitato il piccolo edificio costruito a pelo d’acqua negli anni trenta, poi diventato una balera da dolcevita famosa in tutta la costa a partire dagli anni ’50 fino a quando un incendio la rese inutilizzabile.
Barflies/Mosche da Bar reinterpreta la doppia funzione del bar, luogo di perdizione, fumoso ed etilico, da una parte (chiaro il riferimento a Barfly sceneggiato da
Il simbolo di questa città torna quindi agli antichi fasti diventando sede di un progetto espositivo complesso che chiama cinque artisti a ricostruire l’atmosfera dei tempi andati.
L’architetto Johanna Grawunder (San Diego 1961) ed il pittore Enzo Cucchi (Morro D’Alba 1949) collaborano a stretto contatto –per la prima volta in quest’occasione- all’interno dell’edificio circolare. Un’opera del noto artista marchigiano viene inserita in un installazione dell’architetto e designer americano. Un dipinto su canne diventa infatti il nucleo centrale di una serie di pannelli in PVC riflettente sospesi a mezz’aria; un gioco, come ben illustra il curatore Marcello Smarrelli ” di punti di vista, di scomposizione
Christophe Brunnquell (Parigi, 1969) e Domenico Mangano (Palermo 1976) operano invece sul catalogo che diventa opera a sé. Il primo ricrea una sorta di magazine anni sessanta che contiene riproduzioni di opere e fotografie documentative degli artisti. L’altro propone invece un fotoromanzo che propone una storia tragicomica per immagini che ha per protagonista il suo ormai celebre zio Mimmo.
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