La personale dell’artista torinese Nicola Bolla (Saluzzo, 1963) apre la programmazione della Galleria Alidoro; un progetto espositivo che impegnerà la galleria fino a maggio 2004 con sei mostre di giovani artisti attivi in campo internazionale.
Nel piccolo spazio espositivo si ha la sensazione di trovarsi di fronte ad una ripulita rivisitazione delle suggestive kunstkammer settecentesche: la sala custodisce una preziosa selezione di Vanitas che sembrano uscite dalla collezione di un eccentrico ed esotico voyer. Delicate cascate di cristalli Swaroskj ricoprono come morbida pelle strutture metalliche sapientemente modellate ed incastonate e danno vita ad un variopinto bestiario. L’allestimento essenziale, che prosegue con alcune opere pittoriche fino
Umanità che osserva la propria trasfigurazione simbolica o immagine sociale alla riscoperta delle propria autenticità , in questo riuscito gioco di riflessi meticolosamente architettato dall’artista riemerge la documentazione della memoria di modeste battaglie quotidiane di cui le splendide ed eleganti sculture di luce sono vuoti trofei. In questa immaginaria ed inconsueta camera delle meraviglie popolata di simulacri di vita non esiste differenza fra tenero coniglio e sensuale pantera, preda e predatore possono condividere lo stesso piedistallo ciò che conta è essere collezionista.
La volontà di collezionare una natura veloce e mutevole è infatti alla base dell’atto creativo: Bolla cristallizza ciò che vuole rendere eterno.
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