Lotto 421. Scrivania da centro impiallacciata in legno violetto e bois de rose, ultimo quarto del XIX secolo. Wannenes
Eclettismo e storie da raccontare: sembrano questi i criteri – quanto mai indovinati – con cui Wannenes ha selezionato gli Arredi e le Ceramiche che andranno all’incanto tra oggi e domani, nella splendida cornice di Palazzo del Melograno, a Genova. E così, dopo l’appuntamento con l’arte moderna e contemporanea, la casa d’aste torna a sorprenderci con oltre 800 lotti in 4 tornate: un vero e proprio tripudio di oggetti, quasi una wunderkammer che unisce in un solo catalogo espressioni di gusto e di raffinata curiosità. La modalità di partecipazione? Esclusivamente tramite offerte scritte, via telefono e sul sito, nel rispetto delle indicazioni governative.
Si parte da una scrivania “alla francese” dalla provenienza quanto mai singolare: a commissionarla furono nientemeno che Umberto I e Margherita di Savoia, Re e Regina d’Italia, che la inserirono nel sontuoso arredamento della Villa Reale di Monza (lotto 421, stima 10.000-15.000 euro). E proprio lì, nella “Sala dell’Appartamento di S. M. la Regina”, il mobile rimase fino al 1908, quando venne trasferito nel castello di Racconigi. Fu poi l’antiquario Filippo Tavazzi ad acquistarlo: «con tutta probabilità, vista l’eccezionale provenienza del nostro mobile», riferisce lo studioso Enrico Colle, «volle tenerlo per sé e tramandarlo ai suoi eredi, avendo cura di segnalare verbalmente la sua origine regale». È ancora Colle, tra i massimi esperti di storia del mobile italiano, a esprimere qualche incertezza sull’attribuzione: «Potrebbe essere uscito da una delle numerose manifatture attive nel territorio milanese e specializzate nella produzione di mobilia in stile come i laboratori dei Fratelli Andreoni, di Giuseppe Speluzzi, di Ferdinando Pogliani, di Luigi Brambilla, della vedova Arrigoni o di Luigi Cassani che godettero di grande popolarità presso la committenza internazionale nel realizzare anche arredi neo-settecenteschi».
E arriviamo così a un altro oggetto regale, stavolta in oro da 18kt, datato 1860 circa. Si tratta del Collare dell’Ordine della Santissima Annunziata, massima onorificenza di Casa Savoiache, uno dei Quattro Ordini di collare più importanti d’Europa nel XVI secolo. «Lo scopo di tale prezioso ornamento era quello di “indurre unione e fraternità tra i potenti sicché si evitassero le guerre private”», riporta la scheda del catalogo, «ed era riservato ai nobili più illustri e fedeli che rispettavano la regola statutaria che prevedeva che tutti gli insigniti fossero considerati pari e si chiamassero tra loro “fratelli”» (lotto 420, stima 7.000-9.000 euro).
Non solo arredi dal gusto insolito e originale, ma anche vetri e ceramiche sfilano tra i lotti dell’incanto, sempre distinti da un carisma straordinario. Un esempio? I tre piatti provenienti da uno dei servizi della corte di Napoli, commissionato alla prestigiosa Manifattura Reale Ferdinandea e decorato con alcune vedute del Regno (lotti 37-39, stima 3.500-4.000 euro ciascuno). Tra le fonti più illustri, il Voyage Pittoresque dell’abate di Saint Non (1781-1786), i Campi Phlegraei di sir William Hamilton (1776) e varie raccolte di incisioni con scenari archeologici e monumentali. Il nostro viaggio a zig zag tra Ceramiche e Arredi di Wannenes si conclude infine con Samson, il parigino che, nell’Ottocento, arricchiva i salotti europei con ricercatissime copie di porcellane. La sua fornace realizzò con disinvoltura smalti, terracotte e maioliche, cimentandosi perfino con Sèvres, Meissen e le produzioni rinascimentali. Ma è con le copie delle manifatture orientali che i laboratori di Samson raggiunsero il vertice della qualità, con risultati che incantano ancora oggi collezionisti e appassionati di tutto il mondo. Tra gli esemplari in catalogo, i piatti con decori Famiglia Verde (lotto 58, stima 2.000-3.000 euro) o Rosa (lotto 57, stima 200-300 euro) e una straordinaria produzione di potiche (lotto 62, stima 1.400-1.800 euro).
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