Art Basel Miami Beach 2024. Lee ShinJa, Tina Kim Gallery. Courtesy of Art Basel
Primi grandi annunci per l’edizione 2025 di Art Basel Miami. La tappa americana della super fiera torna dal 5 al 7 dicembre (preview vip 3 e 4 dicembre) con 285 gallerie da 44 Paesi, ben 41 new entries sparse fra i settori e il secondo anno di direzione di Bridget Finn. Parola d’ordine: glocal. Lo sguardo è internazionale, certo, ma i due terzi delle gallerie partecipanti conta spazi in America. «Riflettendo la posizione unica di Miami Beach, al crocevia tra Nord e Sud America», rivela il comunicato, «la fiera offre una panoramica dell’influenza creativa della regione in un contesto globale».
Ovviamente presenti i giganti blue-chip, da Pace Gallery a David Zwirner. Tra i nomi italiani (o con sede in Italia) all’appello, sparsi tra le varie sezioni: Alfonso Artiaco, Cardi Gallery, Galleria Continua, Massimodecarlo, Thomas Dane Gallery, Mazzoleni, Gagosian, kaufmann repetto, Galleria Lorcan O’Neill, Lia Rumma, Richard Saltoun Gallery, Tornabuoni Art, Paci contemporary, Victoria Miro, Tim Van Laere Gallery, Wentrup, Galerie Alberta Pane. E anche Thaddaeus Ropac, che a dicembre avrà aperto la sua nuovissima sede meneghina. Quindi, guida ai punti salienti della nuova edizione.
Si parte dalla sezione principale, Galleries, con 228 espositori totali. E sono 10 le gallerie al loro debutto, inclusa El Apartamento (L’Avana, Madrid) – la prima galleria cubana locale a partecipare alla fiera, con nuove opere di Diana Fonseca e Juan Roberto Diago che riflettono sull’identità afro-cubana all’indomani della Rivoluzione del 1959. E ancora Nina Johnson (Miami), che porterà a Miami i nuovi dipinti dell’artista Diné Patrick Dean Hubbell, le cui astrazioni stratificate attingono alla cosmologia, al linguaggio e alle pratiche territoriali Navajo.
Torna anche il settore Nova, con 24 gallerie internazionali che offriranno 22 stand tematici – molti sono solo-show – con opere create negli ultimi tre anni. Le novità assolute del mercato. Tra gli highlights si segnala la sinergia congiunta di Galería Isabel Aninat (Vitacura) ed Espacio Valverde (Madrid), che presentano insieme un’installazione sonora dell’artista peruviano Huanchaco che fa rivivere la lingua estinta Muchik. E così Gypsum Gallery (Il Cairo) e Union Pacific (Londra) presentano congiuntamente opere dell’artista americano Koak, dell’artista cinese Nova Jiang e dell’artista egiziana Huda Lutfi che esplorano i temi della cura, della resistenza e della guarigione.
Cambio di sezione, ecco Positions, con l’attenzione rivolta agli stand personali di artisti emergenti, il settore di quest’anno presenta 16 stand, di cui 10 di gallerie al loro debutto ad Art Basel Miami Beach. E poi ancora Survey, che mette in primo piano progetti creati prima del 2000, con un’attenzione speciale alla rivisitazione di pratiche poco riconosciute e alla ricontestualizzazione di opere storiche. Quest’anno conta 17 booth.
E come da tradizione, la maxi fiera attiva opening ed eventi del suo consolidato programma pubblico, con mostre tra The Bass Museum, ICA, Pérez Art Museum Miami (PAMM), Frost Art Museum–FIU, e gli altri spazi della città. «La forza e il calibro degli espositori di quest’anno riaffermano la centralità di Art Basel Miami Beach nell’ecosistema artistico globale», dichiara la direttrice Bridget Finn. «Questa edizione riflette la vitalità della produzione artistica in tutto il continente americano, che continua a plasmare la pratica artistica contemporanea, il mecenatismo e il dibattito in tutto il mondo, e il ruolo della fiera come porta d’accesso fondamentale per introdurre artisti e prospettive internazionali pionieristiche al mercato americano. È audace, rigorosa e in sintonia con il momento». Appuntamento a dicembre.
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