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Art Cologne debutta a Palma, con una fiera vista mare

di - 8 Aprile 2026

A Palma de Mallorca c’è una nuova fiera vista mare, ed è l’avamposto mediterraneo della fiera d’arte moderna e contemporanea più longeva al mondo. Si chiama Art Cologne Palma Mallorca, inaugura giovedì 9 aprile con 88 gallerie internazionali e mette subito le cose in chiaro: non è un semplice spin-off della fiera madre tedesca, né tantomeno un’operazione di branding. Piuttosto, s’innesta in un ecosistema artistico sempre più solido, stratificato, fatto di musei, gallerie, fondazioni, straordinariamente in crescita nell’ultimo decennio. E si propone come espressione – e al tempo stesso acceleratore – dell’identità culturale dell’isola, attivando l’ultra-codificato sistema di rituale. Così, negli stessi giorni, Es Baluard Museu d’Art Contemporani presenta una mostra dedicata a Jannis Kounellis, mentre tutto intorno si intensificano i programmi della Fundació Pilar i Joan Miró a Mallorca, di Casal Solleric e del CCA Andratx, a Sa Coma, a 30 minuti di auto più a nord. Negli spazi del Palau de Congressos, intanto, la fiera si articola tra un impianto classico, “a stand” (Gran Salò) e un formato più aperto, con opere su larga scala, oltre i limiti tradizionali dei booth (Parkour). Ne abbiamo parlato con il direttore di Art Cologne, Daniel Hug.

Partiamo dagli inizi: l’apertura di un avamposto di Art Cologne segna un traguardo importante per la fiera d’arte moderna e contemporanea più longeva al mondo. Da quali considerazioni strategiche nasce questa decisione?
«Circa due anni fa siamo stati contattati dall’associazione di gallerie Art Palma Contemporani di Maiorca, che ci ha chiesto se fossimo interessati a creare una nuova fiera sull’isola – nel 2007 Art Cologne aveva già organizzato un’edizione della fiera sull’isola, quindi è stata una considerazione naturale. Da quando ho iniziato a lavorare ad Art Cologne, nel 2008, sono sempre stato piuttosto deciso nel non concedere il marchio Art Cologne in franchising. Preferisco di gran lunga il modello tradizionale in cui ogni nazione crea la propria fiera d’arte, preservando così le differenze regionali e culturali…».

Galerie Nagel Draxler GmbH, highlight • Toshihiko Mitsuya

Eppure, qualcosa è scattato.
«Dopo aver visitato Palma e aver incontrato Fran Reus, Maria Baro e Xavier Fiol di Art Palma Contemporani, sono rimasto davvero colpito da quanto la scena artistica di Maiorca si sia trasformata dal 2007 – in particolare grazie alla nascita dell’associazione di gallerie APC e alla presenza di realtà come Florit/Florit, Fermay, Stain Projects e Lundgren Gallery. L’idea di creare una fiera qui è apparsa quindi estremamente naturale, anche considerando i numerosi collezionisti d’arte che trascorrono del tempo sull’isola e le diverse reti internazionali spagnole, tedesche, olandesi, scandinave e britanniche che la frequentano…».

Quindi che cosa differenzia Art Cologne Palma Mallorca rispetto alla fiera madre di Colonia? Si tratta di un’estensione del modello esistente o di un formato con una propria identità?
«L’edizione di Palma è simile solo in questo senso: come Art Cologne in Germania, è fortemente radicata a livello locale, con 14 espositori provenienti da Maiorca e 16 gallerie dalla Spagna continentale. In totale partecipano gallerie di 20 nazioni. Art Cologne Palma Mallorca svilupperà una propria identità. Entrambe le fiere sono eventi regionali solidi, strettamente legati ai territori geografici in cui si svolgono».

Sevina Tzanou, Backstage, 2024. Oil, acrylic on canvas 170x150cm. Courtesy of the artist and Temnikova & Kasela gallery

14 gallerie maiorchine, ma anche una significativa partecipazione tedesca che suggerisce forse una continuità con il pubblico storico di Colonia. Si può dire che Palma sia pensata come una sorta di “estensione mediterranea” per quel collezionismo?
«Ci sono molte persone provenienti da altri Paesi particolarmente legate all’isola, non solo tedeschi. Non siamo qui per un turismo di massa, anche se la vasta offerta d’infrastrutture dell’isola, dagli hotel meno costosi a quelli di lusso a cinque stelle, può favorirlo. Non tutti nel mondo dell’arte sono benestanti. L’elitarismo e il denaro non favoriscono la buona arte».

Arriviamo all’edizione di debutto, allora: 88 gallerie internazionali e una struttura articolata in due sezioni, GRAN SALÓ e PARKOUR. Che tipo di esperienza dobbiamo aspettarci?
«Un’esperienza completamente nuova e anche divertente. Tutti i visitatori dovranno attraversare la sezione Parkourper raggiungere la sala principale (Gran Salò) al primo piano e, da lì, di nuovo Parkour per arrivare al terzo piano, dove si trovano un ristorante e un bar sulla terrazza panoramica».

Csató József, Night Stroll, 2025, oil, acrylic on canvas, 100 x 120 cm. Courtesy of Erika Déak Gallery

Un tema inevitabile oggi è quello della crescente proliferazione di fiere. In un calendario sempre più saturo, quale spazio concreto può occupare Art Cologne Palma Mallorca e quale esigenza specifica intende intercettare?
«Frieze ha otto fiere, Art Basel cinque, e non intendiamo avere più di queste due edizioni di Art Cologne – almeno non sotto la mia direzione. Come dicevo prima, non c’è un’altra isola nel Mediterraneo con una scena artistica così consolidata, ed ecco perché ha perfettamente senso organizzare una fiera qui».

Ultima domanda: la giornata perfetta a Palma De Mallorca, dentro e fuori la fiera.
«Una giornata ideale durante la fiera consiste nell’incontrare persone con interessi simili in città, poi, in fiera, conoscere chi condivide la stessa passione per l’arte, fare nuove scoperte di artisti e gallerie emergenti, più tardi visitare le gallerie di Palma, al termine della fiera, e concludere la giornata in uno dei tanti ristoranti eccellenti, gustando buon cibo e vino. In un contesto di scambi e incontri in un luogo davvero straordinario».

Palau De Congressos de Palma. Art Cologne Palma Mallorca 2026

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