Chi immaginava Bill Gates lottare all’ultimo rilancio contro qualche sultano amante dell’arte sarà rimasto deluso perché, alla fine, l’asta per il Casino dell’Aurora è andata deserta: “Gara non aggiudicata”, si legge laconicamente sul sito di FALLCO Aste. E dire che ci si aspettava una battuta rocambolesca, di milione in milione di euro, a partire dai favolosi 353 di offerta di base, fino ai 471 di stima. E così, per conoscere il destino dello storico edificio che, al suo interno, custodisce decine di capolavori della storia dell’arte, tra cui l’unica pittura murale di Caravaggio, si dovrà aspettare il 7 aprile 2022, quando il Casino tornerà all’asta, ma con una base ridotta del 20%.
Eppure, le sorti dell’unico edificio superstite dell’antica Villa Ludovisi, edificata nel ‘600 per volere del cardinale Ludovico Ludovisi avevano appassionato in tanti. E non solo per la misteriosa raffigurazione di “Giove, Nettuno e Plutone” realizzata da Caravaggio tra il 1597 e il 1600 per il cardinal Del Monte. O per l’affresco del Guercino, capolavoro risalente al 1621, con il leggiadro volo del calesse dell’Aurora, trainato da due cavalli nella volta celeste. Ma anche per la vicenda famigliare: dopo la morte, nel 2018, dell’ultimo proprietario del bene, il principe Nicolò Boncompagni Ludovisi, scoppiò una contesa ereditaria tra la vedova Rita Jenrette Boncompagni Ludovisi, attualmente residente nella proprietà, e i tre figli maschi nati dal primo matrimonio del principe. Da questa querelle, la decisione del Tribunale fallimentare di mettere all’asta la dimora storica. Era stata poi lanciata anche una petizione online, firmata da 34mila persone e indirizzata al Ministro della Cultura Dario Franceschini, per chiedere l’intervento dello Stato e l’esercizio del diritto di prelazione che, però, secondo il Codice dei Beni Culturali, potrà disporsi, nell’ambito di una regolare negoziazione tra le parti, solo dopo la conclusione della gara ed entro 60 giorni dall’accordo tra venditore e acquirente, offrendo comunque la stessa cifra pattuita dalla vendita.
Ma nonostante l’indubbio valore dell’immobile, sembra che la cifra sul piatto sia stata considerata troppo pesante anche dai 20mila super ricchi che si erano visti recapitare la comunicazione della vendita. Sarebbe stata la casa – pur se sembra riduttivo chiamarla così – più costosa al mondo, superando il Pollock Path’s Estate di Hong Kong battuto da Christie’s per 360 milioni di dollari, nel 2017. Ma per segnare un nuovo record dovremo aspettare ancora.
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Se ci si affidasse a professionisti competenti in questo tipo di stime, allora tutto sarebbe più semplice è ragionevole