Categorie: Mercato

Aste, le opere più costose di Antonio Ligabue

di - 9 Agosto 2024

Antonio Ligabue (1899-1965) è una delle figure più enigmatiche e affascinanti nel panorama artistico italiano del Novecento. Nacque a Zurigo ma, in seguito a una serie di sfortunati eventi riguardanti la sua famiglia, fu costretto varie volte a spostarsi di città in città, conducendo una vita nomade sin dalla più tenera età. Oltre a non avere una stabilità abitativa, anche le sue condizioni psicofisiche non aiutarono: a causa dei suoi stati maniaco-depressivi, che a volte sfociavano in veri e propri attacchi autolesionistici, venne ricoverato presso diversi “sanatori”. Fu l’incontro con Renato Marino Mazzacurati a salvarlo dalle ormai troppo frequenti crisi nervose. Mazzacurati scorse in Ligabue il bagliore dell’incompresa genuinità della sua arte, così decise di istruirlo insegnandogli l’uso dei colori ad olio. Di lì alla sua prima personale passeranno quasi 30 anni. Celebre per i suoi dipinti che spesso raffigurano animali e scene di vita bucolica, Ligabue è stato riconosciuto come un talento straordinario solo negli ultimi decenni, diventando un simbolo dell’arte naïf. Soprannominato anche il Van Gogh italiano, i suoi top price sono tutti firmati Pandolfini. Ecco un elenco delle sue opere più costose battute all’asta.

Lotta di galli (1960). € 473.600

Un record appena fissato. Il 19 giugno 2024, nella sede milanese di Pandolfini, Lotta di galli (1960) viene battuta alla cifra stellare di € 473.600 – ve ne parlavamo qui. Il combattimento fra galli ricorre spesso nella produzione artistica di Ligabue, e quest’olio su tela è il più grande mai realizzata per il soggetto. Oltre alle grandi dimensioni, questa versione è così preziosa perché vanta una variegata composizione di particolari agresti: sullo sfondo infatti, a contornare lo scontro, vediamo altri animali tipici della natura campestre inoltre, grazie alla peculiare prospettiva, dalla porta dell’aia appare la casa padronale e ultime, ma non per questo meno importanti, le disordinate piume che volteggiano sparse in aria; questi elementi, combinati con la sua illustre storia espositiva, rendono l’opera (per ora) la più ambita del pittore svizzero.

Antonio Ligabue, Autoritratto, 1960-61. Courtesy of Pandolfini

Autoritratto (1960/1961). € 349.100

Autoritratto (1960/1961) è al secondo posto della nostra classifica. Venduto per € 349.100, è stato presentato il 29 ottobre 2019 in asta da Pandolfini; partito da una stima di € 12/18.000, ha gareggiato fino a oltre € 300.000, realizzando un record mondiale e diventando il dipinto del pittore più costoso mai battuto all’asta, naturalmente prima dell’avvento sul mercato della Lotta di galli. «Come in molte opere del terzo periodo», riportava allora il catalogo, «tutta la figurazione della scena è costruita mediante una linea di contorno spessa e scura, a marcare pesantemente l’impietosa raffigurazione che il pittore compie di sé, il volto particolarmente scavato, l’espressione stanca ma interrogativa, vigile, la barba incolta, le profonde rughe sul volto, l’ormai ampia calvizie, volontariamente rinvigorita dall’aggiunta di uno strato cromatico successivo e più chiaro». L’artista riesce a raggiungersi non solo in somiglianza fisica, mediante l’utilizzo di uno specchio, ma anche a comunicare il momento, dipingendo il suo volto e gli occhi brillanti alla luce di un piccolo raggio di sole che si intrufola nella coltre di nuvole, irradiando una giornata, fino a quel momento, uggiosa.

Bosco con fagiani e pappagalli (1952/1962). € 336.900

Bosco con fagiani e pappagalli (1952/1962) è stato venduto per € 336.900 durante l’asta milanese Arte Moderna e Contemporanea di Pandolfini del 23 Novembre 2021. Questo dipinto su tela misura 131 x 181 cm. Proveniente dalla romana Collezione Manieri, mostra la straordinaria capacità di Ligabue di rappresentare la natura con intensità. La scena, descritta da tratti vigorosi e marcati, cifra stilistica del pittore, raffigura un gruppo di volatili colorati ed esotici affiancato a tre comuni fagiani. Grazie a una grande attenzione ai dettagli, Bosco con fagiani e pappagalli racconta la bellezza selvatica, confermando il ruolo di Ligabue come uno dei pochi, fortunati, interpreti della natura del suo tempo.

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