Categorie: Mercato

C’è un grande trittico di Bacon all’asta da Christie’s

di - 11 Febbraio 2022

Nel 2020, in piena pandemia, il trittico Inspired by the Oresteia of Aeschylus (1981) veniva battuto da Sotheby’s per $ 84,6 milioni, conquistando il titolo di dipinto più costoso dell’anno. Nel maggio 2008, il monumentale Triptych del 1976 (198 x 147,5 cm!) ha trovato un nuovo proprietario per $ 86,3 milioni – ancora da Sotheby’s, ancora a New York, ancora un numero a 8 cifre. Un altro risultato stellare: nel 2013, Three Studies of Lucian Freud ha fatto la storia da Christie’s con una vendita da $ 142,4 milioni, vale a dire il totale più alto, allora, per un’opera all’incanto. E adesso la notizia: Triptych 1986-7 di Francis Bacon debutta all’asta da Christie’s il prossimo 1 marzo, sfilerà nel corso della 20th/21th Century: London Evening Sale insieme alla Ragazza con gli occhi chiusi di Lucian Freud (qui) e alle Volpi di Franz Marc. La stima? Una cifra compresa tra £ 35 e 55 milioni.

«Bacon è senza dubbio uno dei più grandi pittori del XX secolo», commenta Katharine Arnold, Head of Post-War and Contemporary Art, Christie’s Europe. «Ha catturato tutto ciò che significa essere umani, senza paura di elevare l’amore estatico o portare alla ribalta la profonda angoscia del dolore. La sua capacità di tradurre l’intera mossa delle nostre emozioni è perfettamente racchiusa in questo masterpiece, Triptych 1986-7».

Il pittore, l’uomo. Il soggetto del dipinto

C’è tutto un mondo, in effetti, nel capolavoro di Bacon offerto dalla maison di Pinault, tra i pochi grandi trittici dell’artista ancora in mani private. C’è la vita degli altri, quella universale, fatta di storia e personaggi riconosciuti – come la figura sulla tela di sinistra, il presidente Woodrow Wilson che lascia i negoziati per il Trattato di Versailles. E poi c’è il mondo interiore, il dramma di un uomo che il direttore della Tate, nel 1985, definiva “il più importante pittore vivente” – già affermato, è vero, eppure così ossessionato, stravolto dal suicidio del compagno George Dyer. Un uomo incapace di dipingere il sorriso, come avrebbe rivelato in un’intervista al Corriere della Sera, nell’aprile 1992. «Non ci sono mai riuscito», diceva. Ma torniamo al lotto di Christie’s, uno dei 28 trittici di grande formato che Bacon ha realizzato tra il 1962 e il 1991. Gli altri due pannelli: sulla destra, quello ispirato a una fotografia dello studio di Lev Trotsky, scattata dopo il suo assassinio nel 1940; al centro, l’allora partner John Edwards, in una posa che riecheggia proprio quella il George Dyer del Triptych August 1972 (Tate, London). Personale e universale, tutto insieme. Una pittura drammatica, sempre, e sempre tutta sullo stesso piano.

Il curriculum espositivo, ovviamente eccezionale

L’anno dopo la sua creazione, Triptych 1986-7 ha incontrato lo sguardo del pubblico alla Central House of Artists’ Tretyakov Gallery di Mosca, vale a dire la prima mostra di un noto artista occidentale organizzata nella Russia sovietica – ne parla il curatore, James Birch, nella pubblicazione Bacon in Moscow (2022, Profile Books Ltd). Ma non solo. Dopo essere stato ospitato dal Museo d’Arte Moderna di Lugano nel 1993 e dal Centre Pompidou nel 1996, il dipinto ha fatto il suo debutto istituzionale americano nella celebre retrospettiva itinerante del 1999, allo Yale Center for British Art. Prima la Russia, poi l’America. Proprio come il soggetto del dipinto, esatto. Ampiamente esposto per tutta la sua vita, il Trittico 1986-7 è stato inserito tra le opere di Bacon en Toutes Lettres, al Centre Pompidou di Parigi, tra il 2019 e il 2020. Fino al 15 febbraio, Christie’s lo esporrà al Rockefeller Center di New York; poi rientro in grande stile a Londra, per scoprire l’esito finale.

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