Categorie: Mercato

Christie’s: il tour de force della settimana, da Ginevra a New York

di - 12 Novembre 2023

Ha orchestrato l’asta della collezione di Paul Allen, esattamente un anno fa, quell’impresa titanica da $ 1,6 miliardi. Assegnava, nel 2017, il famigerato Salvator Mundi da $ 450 milioni – di fatto, l’opera più costosa mai passata sotto il martello. Ancora, l’anno scorso, un’iconica Marilyn di Warhol, «l’apice assoluto del pop americano», entrava nell’Olimpo del mercato con un’aggiudicazione monstre da $ 195 milioni – ed era ancora lui, quella sera, a dirigere i giochi. Adesso il presidente globale di Christie’s Jussi Pylkkänen segna l’ultimo atto di una carriera gloriosa, prima di dire addio – dopo 38 anni – alla storica maison. Al Rockefeller Center, dal rostro, assegna uno dopo l’altro Recollections of a Visit to Leningrad di Richard Diebenkorn ($ 46,4 milioni, è record), The Musicians di Fernando Botero ($ 5,1 milioni, un altro traguardo mondiale), un Untitled di Joan Mitchell ($ 29,2 milioni, è record, è record, ancora), Charred Beloved I di Arshile Gorky ($ 23,4 milioni), tre nature morte di Cézanne (rispettivamente, andate per $ 38,9 milioni, $ 10,4 milioni e $ 3,1 milioni). C’era anche il Rothko dei colori del tramonto che a giugno era in vendita da Acquavella, ad Art Basel, tra i grattacieli della Grande Mela è arrivato a quota $ 46,4 milioni. Poi la superstar della serata, quelle monumentali ninfee di Monet del 1917-19 che da Christie’s, giovedì sera, hanno toccato il tetto di $ 74 milioni (un esemplare analogo, nel 2021, da Sotheby’s, passava di mano per $ 70,4 milioni). Applauso in sala. È il pezzo più caro della settimana di Christie’s New York, fatta di disegni preziosi, di artisti giovani, giovanissimi, di Post-War & Contemporary Art, senza distinzione. Ed è il risultato più alto, complessivamente, per una vendita senza proprietario dal novembre 2017 ($ 640,8 milioni attuali vs i $ 785,9 milioni di allora, era la notte del Salvator Mundi, per rendere l’idea). Niente male, come canto del cigno, per Jussi Pylkkänen. E come segnale per un mercato estremamente parco, in generale, riconfermato in questi giorni dalla “garantitissima” collezione Landau.

Richard Diebenkorn, Recollections of a Visit to Leningrad, 1965. Courtesy of Christie’s Images Ltd

Già martedì, la vendita destinata all’arte del XXI secolo aveva chiuso con un totale di $ 107,4 milioni (il 10% dei bidders era millennials, tiene a specificare la maison). Top lot Cy Twombly, quasi $ 20 milioni per le pennellate rosso sangue della serie Bacchus, ma sono le artiste a destare l’entusiasmo della sala. Come Third Date di Stefanie Heinze, che schizza da una stima di $ 60.000 a un’aggiudicazione di $ 239.400; o ancora Issy Wood, il suo maxi zoom Fanta Car Interior chiude a $ 277.200, contro una stima di $ 80.000. Record per Jenna Gribbon, Regarding me regarding me and you tocca il tetto di $ 478.800, e così per l’abbagliante cornucopia violacea di Jadé Fadojutimiquasi, un omaggio tra Monet, Klimt ed Helen Frankenthaler, che vola da $ 500.000 a $ 1,7 milioni, nuovo traguardo per l’artista del 1993. Nice’n easy di John Currin, offerto con una valutazione pre-asta di $ 7-10 milioni, è il rumoroso invenduto della sessione.

Jadé Fadojutimi, A Thistle Throb, 2021. Courtesy of Christie’s Images Ltd

Nel frattempo, dall’altra parte del globo, a Ginevra si contengono i Magnificent Jewels della stagione. A fare la parte del leone, l’incredibile Bleu Royal, la più grande gemma «Internally Flawless Fancy Vivid Blue» mai apparsa all’asta. Il verdetto finale: $ 44 milioni, vale a dire il gioiello più costoso di questo 2023 di “correzione”, ma anche il quarto diamante blu, in assoluto, mai passato sono il martello. Si torna a New York. Giovedì, la sfilata dedicata al XX secolo guidata da Jussi Pylkkänen, ne parlavamo in apertura. Venerdì, la tradizionale Day Sale, con la coda del Novecento, incluso un Philip Guston da $ 1,3 milioni. E si arriva a sabato, alla Impressionist & Modern Works on Paper Sale, i grandi maestri del secolo scorso su carta: una foglia di René Magritte qui passa di mano per $ 189.000, Le Peintre III di Picasso (che proprio in questi mesi è di scena al Pompidou di Parigi con la mostra Picasso. Dessiner à l’infini) chiude a $ 592,200, mentre il ritratto del giovane Herbert Reiner ad opera di Egon Schiele, studio per la versione finale ad olio oggi alla Österreichische Galerie Belvedere di Vienna, vola dritto a quota $ 2,2 milioni (su una stima di $ 500.000-800.000). È tutto da Christie’s.

Fernando Botero, The Musicians, 1979. Courtesy of Christie’s Images Ltd
Joan Mitchell, Untitled, 1959. Courtesy of Christie’s Images Ltd
Egon Schiele, Knabenbildnis (Herbert Reiner) (recto); Zwei weibliche Akte mit Draperie (verso), 1910. Courtesy of Christie’s Images Ltd

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