Categorie: Mercato

Christie’s punta sulle vendite private. In Asia

di - 6 Novembre 2016
Christie’s cambia ancora le carte in tavola in cerca di certezze in nuove aree. Sparisce dal calendario della settimana di aste autunnali a New York la vendita Contemporary Curated, fiore all’occhiello delle aste dal 2014. Nel frattempo la casa d’aste non è stata con le mani in mano e sta riponendo le sue risorse mettendo in piedi una mostra e vendita privata ad Hong Kong prevista per la fine del mese. La vendita offrirà una cifra stimata di 250 milioni di dollari di arte occidentale per gli acquirenti, in una delle regioni in più rapida crescita del settore: l’Asia.
Le aste pubbliche hanno subito una contrazione drammatica quest’anno, e le vendite di nicchia come la Contemporary Curated non hanno contribuito ad un rilancio così netto, a detta di Brett Gorvy, responsabile globale di Christie’s della sezione Arte del Dopoguerra e Contemporanea, «è un momento di transizione, ci sono molti acquirenti, quello che manca è la fornitura di materiale di alta qualità». Molti venditori, infatti, sono restii a consegnare le opere e rischiare che vadano invenduti e vengano bruciati sul mercato, chiaramente una vendita privata comporta meno rischi, e se un pezzo non vende sono davvero in pochi a saperlo.
I clienti asiatici hanno rappresentato il 20 per cento degli offerenti e acquirenti nella fascia di prezzo di 10 milioni di sterline o più nel 2015 nelle aste d’arte del Dopoguerra e Contemporanea di Christie’s, in crescita dal 7 per cento nel 2012. Gli stessi collezionisti si stanno appassionando ad artisti come Pablo Picasso, Claude Monet e Mark Rothko, mentre più di recente alcuni si sono aggiudicati opere di giovani artisti contemporanei come Adrian Ghenie e Jenny Saville. Un grande gruppo di collezionisti cinesi guarda al mercato internazionale, non tanto per i modi, quanto per il contenuto, gli asiatici infatti non amano le trattative segrete, per questo Christie’s sta lanciando la vendita sotto forma di mostra. Secondo Gorvy ci saranno dai 25 ai 30 collezionisti disponibili a spendere tra 40 e 50 milioni per una singola opera, ed è davvero una media altissima. (RP)

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