Categorie: Mercato

Christie’s, va all’asta la Gioconda di Hekking

di - 8 Giugno 2021

Si chiamava Raymond Hekking, era un collezionista e negli anni ’60 fece parlare a lungo di sé: aveva acquistato una versione della Gioconda da un mercante d’arte di Magagnosc, vicino a Nizza, ed era convinto che quel dipinto comprato per appena £3 fosse l’originale, la tela dipinta da Leonardo Da Vinci in persona. La sua teoria? Sosteneva che Vincenzo Peruggia, il ladro che aveva rubato il dipinto dal Louvre nell’agosto del 1911, lo avesse sostituito con una copia prima di riportarlo alla luce, riuscendo così a trafugare indisturbato il vero capolavoro.

I giornali, le televisioni, i media di mezzo mondo diedero voce a quell’incredibile rumour: che l’opera in possesso di Hekking – e non il quadro ammirato nelle sale dell’istituzione parigina – fosse in realtà l’originale vinciano. «Un antiquaire de Nice a découvert une ‘Joconde’ qui serait antérieure à la Mona Lisa du Louvre», scriveva M. Brun su Nice-matin nel marzo 1954; «Un antiquario crede di possedere l’autentica Gioconda di Leonardo», gli faceva eco un articolo di A. Aniante su La Nazione Firenze; e ancora «La guerre des deux Jocondes», titolava P. Reboux su Billet de Paris. Non si diede tregua l’imperterrito collezionista, che sfidò senza esitazione il Louvre e affermò che il dipinto del museo fosse soltanto un’abilissima riproduzione. A distanza di oltre cinquant’anni dal tam-tam mediatico che ne scaturì, Christie’s Parigi annuncia che la Gioconda di Hekking andrà all’asta, online, dall’11 al 18 giugno.

«L’arte sfida, affascina, a volte ossessiona», commenta Pierre Etienne, Direttore Internazionale dei Dipinti Antichi di Christie’s. «La Gioconda di Hekking che siamo lieti di presentare porta il nome del suo proprietario e inventore, Raymond Hekking (1886 – 1977). È la perfetta illustrazione del fascino che la Gioconda ha sempre ispirato e che ispira sempre più. È il sogno di un uomo con la passione per l’arte. È il suo Ideale. Raymond Hekking è stato il suo strenuo difensore tra gli storici dell’arte e i media di tutto il mondo negli anni ’60. Lei sarà la sua Musa, lui il suo Poeta».

Scuola italiana di inizio XVII secolo, seguace di Leonardo da Vinci, Gioconda di Hekking. Christie’s

Ma ecco la domanda più attesa: qual è il valore di una copia sul mercato? Anzi, qual è il valore della copia del dipinto più famoso al mondo, quello visitato ogni anno da circa 10 milioni di visitatori? Partiamo da un presupposto necessario: non si tratta, qui, di una replica qualsiasi, ma di un esemplare antico, risalente all’inizio del XVII secolo. Secondo appunto importante: la storia di un’opera influisce fortemente sulla sua valutazione, e la Gioconda di Hekking – grazie senz’altro alla lungimiranza del suo proprietario – ha fatto davvero parlare di sé, diventando perfino la protagonista di un film del 1963.

La stima riportata sul sito di Christie’s per la Gioconda di Hekking, insomma, non ci lascia troppo sorpresi: una cifra compresa tra 200.000 e 300.000 euro. Nel 2019 ben tre versioni della Monna Lisa sono passate sotto i martelli delle aste di tutto il mondo e una di queste, risalente proprio al XVII secolo, ha raggiunto la cifra esorbitante di 1.695.000 dollari (Sotheby’s New York). Ma non è tutto: pochi mesi fa, immediatamente dopo l’aggiudicazione da $69,3 milioni di Everydays, l’artista digitale Beeple ha annunciato la vendita di una Gioconda su base NFT – rivendicata tra l’altro non come “copia”, ma come opera originale. «C’mon man», scriveva su Twitter, «I’ve been shilling this for weeks. I’m the original» (qui). Riuscirà la Pixel Lisa a superare anche l’hammer price della Gioconda di Hekking, una “semplice” riproduzione di inizio Settecento?

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