Alberto Giacometti, Buste sur la selle de l’atelier (dettaglio), 1964. CHRISTIE’S IMAGES LTD. 2024
È in arrivo un’opera importante nell’autunno di Christie’s. Si intitola Buste sur la selle de l’atelier di Alberto Giacometti, anno 1964, la major lo metterà in vendita a Parigi tra i top lot della Avant-Garde (s) Including Thinking Italian. Stima? € 2-3 milioni.
«Originariamente di proprietà del famoso mercante d’arte newyorkese Pierre Matisse», rivela Antoine Lebouteiller, Direttore del Dipartimento di arte impressionista e moderna, Christie’s Francia, «e poi della figlia Jacqueline Matisse-Monnier, questo dipinto non è più ricomparso sul mercato per quasi 20 anni. L’opera ci invita a fare un tour intimo dello studio dell’artista e a contemplare una delle ultime sculture da lui realizzate prima della sua morte, il famoso busto del rinomato fotografo d’avanguardia Elie Lotar».
Una provenienza a dir poco blasonata, insomma. Fu proprio il mercante Pierre Matisse a ospitare la prima mostra personale di Giacometti a New York, nel 1948 (e la lunga lettera che Alberto Giacometti gli inviò allora, riprodotta integralmente nel catalogo della mostra del MoMA, attesta la profondità del loro rapporto). Ma – a proposito di passaggi illustri – il Buste fu anche parte della collezione di Ernst Beyeler, che ebbe un ruolo chiave nella creazione della Fondazione Alberto Giacometti a Zurigo. Più di 350 opere sono passate attraverso la sua galleria di Basilea e circa 15 delle più importanti diventano parte della collezione della Fondation Beyeler. Nel 2007, quando la fondazione celebrò il suo decimo anniversario con una mostra speciale, proprio Buste sur la selle de l’atelier era una delle opere selezionate per l’esposizione.
In generale, poi, il 1964 è un anno fondamentale, di pieno riconoscimento della carriera di Alberto Giacometti. A gennaio gli viene conferito l’International Painting Prize dal Solomon R. Guggenheim Museum. Il 28 luglio dello stesso anno, la Fondation Marguerite et Aimé Maeght inaugura il cortile e la sala che portano il suo nome. Poi l’anno seguente, tre retrospettive gli conferiscono un riconoscimento mondiale: alla Tate di Londra, al MoMA di New York e al Louisiana Museum di Copenaghen. Infine, il 1964 è l’anno in cui Eli Lotar, l’ultimo modello maschile di Giacometti, inizia a posare per i suoi busti. Buste sur la selle de l’atelier rappresenta uno di questi esemplari in fase di completamento ed è emblematico degli ultimi anni della sua carriera. Esito finale a Parigi.
Al centro del mio lavoro c'è sempre il corpo come linguaggio visivo universale
Dalla scultura novecentesca alle pratiche concettuali e performative, la riapertura del Palazzo segna una nuova stagione di confronto tra memoria…
Dopo il restauro, torna visitabile alla Banqueting House di Londra il soffitto monumentale di Rubens, uno dei cicli pittorici più…
Il pittore surrealista la realizzò nel 1939, come allestimento scenico per un balletto. A fine mese sfiderà il mercato con…
Il Teatro delle Briciole di Solares Fondazione delle Arti, a Parma, ospita la Trilogia dei poveri cristi, progetto di Ascanio…
Il padiglione che vede al centro il lavoro dell'artista Chiara Camoni sarà uno spazio collettivo, dedicato a coralità, meraviglia e…