Courtesy: Casa d’Aste Arcadia
Una casa che si apre, e dischiude i suoi tesori. Dipinti, arredi e oggetti d’arte che hanno dialogato per decenni, dando vita a un linguaggio raffinato, intimo, colto, mai ostentato, che sopravvive alle mode. Sono loro i protagonisti inanimati della nuova vendita di Casa d’Aste Arcadia: s’intitola Arredi e Dipinti / L’Eleganza senza Tempo di un’Importante Dimora Romana ed è in calendario mercoledì 4 marzo, a Roma. «Non singoli oggetti isolati», specifica la casa d’aste, «ma frammenti di un racconto unitario, che invita il collezionista a entrare in relazione con un mondo culturale preciso e riconoscibile, fatto di scelte meditate e di una profonda familiarità con l’arte dell’abitare».
Sguardo in anteprima ai lotti in catalogo – in una sorta di home tour virtuale. Si parte dalla coppia di Vedute costiere di Giacomo Van Lint, raffinato esempio di paesaggismo settecentesco(base d’asta € 6000), seguita dalla Natura morta con bozzetti, dipinti, cesto con collana di perle e libri di Antonio Cioci, firmata e datata 1789(base d’asta € 8000). Tra i top lot, anche una Derivazione della Vergine delle Rocce (base d’asta € 20.000), attribuibile a un pittore lombardo del XVI secolo, di ambito leonardesco, «importante testimonianza della fortuna del modello di Leonardo da Vinci e della sua diffusione nella cultura figurativa rinascimentale», confermano da Arcadia. Discorso analogo per il Cupido addormentato dalla bottega di Guido Reni (base d’asta € 30.000), con quella morbidezza dell’incarnato e quell’eleganza formale che rimandano alla poetica classicista del maestro bolognese.
Non solo dipinti, l’eleganza senza tempo trova forma tra gli arredi e gli oggetti d’arte provenienti dalla stessa dimora. «Elementi architettonici e decorativi di rara presenza sul mercato», specificano dalla maison. Vedi lo scrittoio a ribalta in legno intarsiato (base d’asta € 8000), riconducibile alla produzione di Pietro Piffetti, straordinario esempio di ebanisteria piemontese del XVIII secolo, una coppia di grandi obelischi in marmi pregiati (base d’asta € 8000), manifattura romana su commissione sabauda tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo, e ancora una coppia di credenze in legno ebanizzato con ricca ornamentazione in bronzi e commessi di marmo, attribuibili alla bottega di Adam Weisweiler, Francia, della prima metà del XIX secolo (base d’asta € 12.000).
Ultime tappe del tour: un tavolo da centro in legno scolpito, intagliato e dorato con piano in scagliola, XIX secolo (base d’asta € 2000) e un orologio rotante in bronzo dorato e porcellana di Sèvres, Francia, epoca Napoleone III (base d’asta € 2000). «L’asta si configura come l’apertura ideale delle stanze di una casa romana di alta tradizione», spiega la maison, «nella quale ogni scelta risponde a una conoscenza profonda della storia dell’arte e delle arti decorative». L’appuntamento è a Palazzo Celsi, a Roma, con la preview, da oggi (26 febbraio) fino al 3 marzo. E poi a mercoledì, con l’esito finale.
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