Lo chiamano “il piano NFT”, è già un caso mediatico. Senz’altro, non passano inosservati i suoi protagonisti, con nomi da red carpet come Madonna, Justin Bieber, Gwyneth Paltrow, The Weeknd e Paris Hilton. Il soggetto è ormai ultra noto: i Non-Fungible Token, quei token non alterabili che dopo la vendita di un Beeple da $ 69,3 milioni, da Christie’s, nel marzo 2021, sono esplosi, crollati, riesplosi – continuando in un modo o nell’altro a far parlare di sé da una parte all’altra del globo. L’accusa: Yuga Labs, la società dietro ai famosissimi Bored Ape Yacht Club (BAYC), avrebbe frodato potenziali investitori, tramite il coinvolgimento di numerosi VIP che si sarebbero spacciati come clienti, senza rivelare di essere pagati per le famigerate sponsorizzazioni. Come Justin Bieber, appunto, ma anche lo stesso Beeple, l’artista digitale di Everydays: the First 5000 Days, tutti segretamente pagati – sostiene l’accusa – dal talent manager Guy Oseary, attraverso la piattaforma di pagamento in criptovalute Moonpay. Non esattamente consigli spassionati, insomma.
A denunciare la (presunta) truffa, gli investitori Adam Titcher, californiano, e Adonis Real, dalla Florida, che avrebbero acquistato NFT da Yuga Labs tra aprile 2021 e oggi, «sulla base di promozioni fuorvianti» che li hanno indotti ad acquistare gli esemplari a «prezzi drasticamente gonfiati». Non un’accusa da poco, considerando che proprio la collezione dei Bored Ape Yacht Club – le oltre 10.000 scimmie NFT con abiti, cappelli, ciuffi, occhiali e ghigni sempre diversi – è valutata oltre $ 1 miliardo.
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