Direttore artistico di Fendi dal 1965, di Chanel dal 1983, di Chloé dal 1991, fondatore di un’etichetta che porta il suo nome. E poi ancora collezionista sui generis, marchio a sé stante, ricercatore insaziabile di tutto ciò che è sorprendente, extra-ordinario, fuori dagli schemi – ma con gusto, sempre. Sotheby’s rende omaggio al genio eclettico di Karl Lagerfeld con 8 aste tra Parigi, Monaco e Colonia e punta i riflettori su un’icona intergenerazionale attraverso l’arte, il design e gli oggetti caleidoscopici di cui amava circondarsi.
Sono oltre mille i lotti che, a partire da novembre, rievocheranno l’immensa collezione dello stilista tedesco: dal ritratto realizzato da Takashi Murakami nel 2014 (stima: 80.000-120,000 euro) alla bottiglia di Dom Perignon a mo’ di Venere di Willendorf creata da Jeff Koons (stima: 20,000 – 30,000 euro), ma anche due punch bowls di Richard Riemerschmid e Karl Mehlem per Reinhold Merkelbach (stima: 4,000-6,000 euro), un pregiato servizio Meissen (stima: 6,000-10,000 euro) e una coppia di poltrone nere di Louis Süe e André Mare (stima: 8,000-12,000 euro).
Non potevano mancare, poi, i riferimenti all’adorata gatta birmana – «ho un solo grande amore, la mia gattina Choupette, è una presenza meravigliosa, morbida, sfuggente, soprattutto silenziosa» – a partire dai suoi piatti personali e dalla terracotta di Joana Vasconcelos (stima: 5,000-7,000 euro), così come le sue tre Rolls Royce, le emblematiche valigie Goyard e oltre 200 paia di quei guanti in pelle senza dita che lo stilista ha indossato per oltre 20 anni. «Non mi affeziono per sempre agli oggetti», diceva. Ma gli oggetti sembrano plasmarsi, inesorabilmente, al suo tocco superlativo. Appuntamento a partire dal 26 novembre con la collezione dissacrante, senza dubbio eccentrica, dell’indimenticabile Karl Lagerfeld.
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