Categorie: Mercato

Da Sotheby’s Milano, un’asta che è un viaggio attraverso il gusto italiano

di - 20 Marzo 2026

«Lo scopo di questo mio magnifico viaggio non è quello di illudermi, ma di conoscere me stesso attraverso il mio rapporto con gli oggetti». Lo scriveva Johann Wolfgang von Goethe, nel suo Viaggio in Italia. Allo stesso modo, senza illusioni, guidati solo dalla conoscenza e dalla scoperta, si svolge il viaggio organizzato da Sotheby’s Milano a Palazzo Serbelloni: è An Italian Collecting Journey – Chapter II, un’asta dal vivo (il 25 marzo), online (fino al 26 marzo), la mostra di una straordinaria collezione privata (fino al 22 marzo), ma anche un itinerario immaginario attraverso i luoghi, i personaggi e le tradizioni che hanno contribuito a definire l’identitá italiana. Come Sir William Hamilton (1730-1803), ambasciatore britannico a Napoli, collezionista e vulcanologo pionieristico. Le sue osservazioni sul Vesuvio, illustrate da Pietro Fabris, rappresentano uno dei massimi esempi della poetica del Sublime, temi evocati in catalogo dal celebre Campi Phlegraei (lotto 64). O ancora Giuseppe Beccadelli, Principe di Camporeale, diplomatico e riformatore illuminato che contribuì al rinnovamento culturale della Napoli borbonica, a partire dalla centralizzazione delle collezioni Farnese nel neonato Museo Borbonico, nucleo dell’attuale Museo Archeologico Nazionale; a Milano, il suo ritratto in biscuit della Real Fabbrica Ferdinandea, modellato da Filippo Tagliolini (lot. 66), testimonia il clima di rinnovamento culturale che attraversò Napoli a partire dal 1780. A settembre 2025, il primo capitolo di An Italian Collecting Journey aveva più che raddoppiato la stima iniziale, raggiungendo un totale di € 4,1 milioni e registrando un tasso di vendita del 94%.

Lot 66, A Naples Real Fabbrica Ferdinandea biscuit porcelain bust of Giuseppe Beccadelli, Marchese della Sambuca, Principe di Camporeale, dated 1781, by Filippo Tagliolini. Courtesy of Sotheby’s

Un percorso eterogeneo, attraverso i generi, i secoli e le categorie. «Non si tratta soltanto di una raccolta di oggetti preziosi», dichiara Francesco Morroni, Senior Director Works of Art, Furniture, Ceramics | Sotheby’s Italia, «ma di un vero percorso di ricerca: ogni opera è stata scelta perché capace di raccontare qualcosa di essenziale sul gusto, sulla storia e sulla sensibilità italiana. È questo dialogo, fatto di rimandi culturali e di profonde intuizioni estetiche, che conferisce unità alla raccolta e che rende questo secondo capitolo particolarmente rivelatore del suo spirito».

Dai micromosaici romani (lot. 90) alle pietre dure fiorentine, passando per preziosi lavori in tartaruga piqué napoletani (lot. 75) e scatole in oro e smalto realizzate da importanti maestri europei, tra cui Blerzy (lot. 79), Le Bastier (lot. 86) e Vachette (lot. 106). Splendido il bracciale micromosaico (lot. 87) con l’iscrizione latina DVLCIS VITAE, radice semantica dell’iconica Dolce Vita. Si vola a Venezia con una selezione di mobili e arti decorative veneziane, e subito un salto indietro nel tempo, verso la produzione della bottega degli Embriachi, con cofanetti e oggetti scolpiti in avorio e osso, oltre a un gruppo di opere lapidee tra cui un pluteo carolingio (lot. 2) e un raro medaglione in verre églomisé raffigurante la Crocifissione (lot. 3), espressione della devozione umbra trecentesca.

Lot 69, Still life of cakes and biscuits on a pewter plate. Courtesy of Sotheby’s

Tra le tappe anche un’interessante selezione di dipinti antichi, che raccontano le tradizioni e il gusto italiano – incluse tre magnifiche opere che sono state dichiarate di interesse culturale dallo Stato italiano: il raffinato Ritratto di nobildonna di Pierre Subleyras (lot. 38), la sontuosa Natura morta con dolci, tulipani e rose di Nicola Massa Recco (lot. 69), e un elegante capriccio di Canaletto (lot. 47). «Questo affascinante secondo capitolo», racconta Mario Tavella, Chairman Sotheby’s Europe e Presidente di Sotheby’s Francia, «è un omaggio allo sguardo curioso e appassionato con cui l’Italia è stata osservata, studiata e reinventata nei secoli. Ogni opera racconta una storia — di viaggiatori, mecenati, artisti — che insieme hanno composto il grande mosaico dell’identità culturale italiana».

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