Lo avevamo già visto lo scorso marzo, nello stand di Rob Smeets Gallery, al TEFAF di Maastricht (ve ne parlavamo qui, nel nostro report all’inizio della fiera). A mani basse, uno dei capolavori assoluti dell’ultima edizione. E ora ha trovato casa dall’altra parte del mondo, nella collezione del NMWA-National Museum of Western Art di Tokyo.
La storia è questa: sul finire del Cinquecento, Lavinia Fontana ritrasse il volto di Antonietta Gonzales, la giovane alla corte di Enrico II di Francia che soffriva di ipertricosi, la “sindrome del lupo mannaro” – e la cui vita, insieme a quella dei genitori, ispirò la favola de La Bella e La Bestia, se il racconto dovesse sembrarvi familiare. La ritrae con un vero e proprio “certificato” tra le sue mani, un’iscrizione che racconta la sua storia: Dall’Isole Canari fu con / dotto al Re Enrico II di fra. / D. Pietro Huomo selvatico che / di presente se trova presso al Ser.mo / Duca di Parma dal qual naqui io / Antonietta et hora me trovo a presso / Alla Sig.ra donna Isabella Pallavicina / Sig.ra marchesa di Soragna 159(?).
Si tratta di «un “certificato” scritto concettualmente in prima persona dalla stessa Antonietta», rivela una nota di TEFAF, «dove l’identità della ragazza è definita con precisione in modo che non vi possano essere dubbi sulla sua reale esistenza. Il ritratto di Fontana doveva documentare, come farebbe una fotografia, la vera condizione della ragazza ritratta, presentandone con gentilezza l’esistenza storica.
Ebbene, negli anni il dipinto è passato per le mani di diversi collezionisti, tra cui il medico e psichiatra francese Edgar Bérillon, noto per i suoi studi sull’ipnosi. È andato all’asta da Rouillac per € 1,3 milioni nel 2023, per poi arrivare alla fiera delle meraviglie di Maastricht, nel marzo 2024, dove il suo asking price superava € 4 milioni. Ora la comunicazione ufficiale: «TEFAF è lieta di annunciare che il Ritratto di Antonietta Gonzales o Gonsalvus di Lavinia Fontana è ora nella collezione del NMWA Tokyo».
Il NMWA-National Museum of Western Art colleziona esemplari di arte occidentale con l’obiettivo di dar vita a una collezione mirata, che presenti una panoramica della storia dell’arte occidentale dal Medioevo alla metà del XX secolo. «Il dipinto di Lavinia Fontana appena acquisito è un’importante aggiunta alla crescente collezione di opere di artiste donne del museo».
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