Francesco Hayez, Bathsheba. CHRISTIE'S IMAGES LTD. 2024
Il calendario delle aste internazionali riprende a fine gennaio, con le grandi vendite di Old Masters di New York, come da tradizione. In attesa dei nuovi verdetti del mercato, ripercorriamo alcuni highlights che hanno segnato l’anno appena volto al termine: è il caso di Bathsheba, la Betsabea di Francesco Hayez, che poche settimane fa, a dicembre, ha registrato un nuovo record mondiale durante l’asta Old Masters di Christie’s a Londra. Stimato tra £ 600.000 e £ 800.000, l’opera ha superato ogni previsione, finendo battuta per £ 1,5 milioni.
La protagonista del quadro è Betsabea, soggetto che rimanda a temi come l’adulterio, lo spargimento di sangue, il rimprovero divino e le sue tragiche conseguenze. La storia biblica narra di come re Davide – che non fu solo l’eroe che sconfisse Golia – un giorno vide Betsabea fare il bagno dall’alto del suo palazzo e se ne invaghì, nonostante lei fosse già moglie di Uria (suo valoroso capitano). Davide abusa del suo potere, va a letto con lei, mettendola incinta. Il marito di lei, Uria, impegnato in guerra, viene convocato dal re per tornare a casa, in modo che Betsabea possa nascondere la vera origine della sua gravidanza, ma Uria si rifiuta di avere rapporti con la moglie mentre i suoi compagni sono ancora impegnati in guerra, e a quel punto Davide lo condanna indirettamente a morte ordinando di spostarlo in prima linea, con la certezza che sarà ucciso in battaglia. Così la verità sulla gravidanza della moglie non verrà mai alla luce. Davide sposa la vedova Betsabea ma in risposta all’adulterio (e all’omicidio), il profeta Nathan maledice la casa di Davide, provocando la morte del bambino concepito. Successivamente Betsabea farà in modo che il loro secondo figlio, Salomone, diventi il successore di Davide, e di fatto uno dei re più importanti della tradizione biblica.
Hayez, nel dipinto, riporta una delle prime scene della storia: Betsabea sta facendo il bagno e viene spiata dallo sguardo voyeuristico di re Davide, l’inizio della fine. Il corpo nudo della donna è reso con grande attenzione e sensualità, Hayez cattura il momento di intimità e vulnerabilità della figura, ma senza scadere nell’erotismo esplicito. La bellezza del corpo femminile è celebrata, ma si può scorgere una nota di preoccupazione nello sguardo di Betsabea, in previsione del suo destino tragico.
L’opera è il primo dei tre dipinti di Francesco Hayez sul tema di Betsabea e la sua riscoperta, avvenuta nel 1998, è stata definita da Fernando Mazzocca, grande studioso di Hayez, «una delle più sensazionali nella storia dell’arte italiana dell’Ottocento». Betsabea – riporta il catalogo di Christie’s – era interamente di concezione personale di Hayez, dipinta senza commissione per la mostra del 1827 a Brera. E Hayez stesso descrisse l’opera nelle sue memorie come «Una Bagnante, per mantenere la mia mano esercitata a dipingere nudi, e anche per dimostrare quanto mi piacesse dipingere figure di grandi dimensioni, anche quando non ero obbligato a farlo per i clienti».
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