Carl Moser (1873-1939), Strickende Frau mit Booten (Knitting Woman with Boats). Date: 1928. Signiert/Signed: C. Moser Nummeriert/Numbered: 65 Original Woodblock Print, (37,6 x 49,3 cm). Courtesy of Bei der Oper
C’è anche l’edizione 2024 di Paris Print Fair (21-24 marzo), tra gli appuntamenti imperdibili della semaine. È la numero tre, per l’esattezza, la fiera nasceva nel 2022 in epoca post-covid (qui la nostra intervista ai fondatori). E il momento è strategico, in calendario: la settimana dello storico Salon du Dessin (qui), che porta sotto i riflettori le potenzialità della carta, senza limiti tra acquaforte, litografia, infinite sperimentazioni. Sempre più complici tra loro, gli eventi nella Ville Lumière, sempre più concatenati, un respiro comune che ha il nome di Paris Drawing Week. Ciliegina sulla torta, la location esclusiva: non un padiglione, ma il refettorio del Convento dei Cordeliers, proprio nel cuore del VI arrondissement.
«La Paris Print Fair», dichiara Christian Collin, Presidente della Chambre Syndicate of Printmaking, Drawing, and Painting, «è un punto d’incontro per commercianti, collezionisti e istituzioni, dove gli espositori mirano a essere sia trasmettitori di conoscenza che interpreti della storia. È una fiera che cerca di testimoniare l’importanza della stampa nel suo ruolo di diffusione delle immagini nei secoli, illustrando le memorie delle civiltà in tutto il mondo e fornendo accesso a opere di artisti essenziali dal XV al XX secolo».
Nomi, secoli, stili, prezzi estremamente eterogenei, tutti concentrati nei 21 stand del Réfectoire. Alcuni highlights dell’edizione 2024. C’è la galleria Agnews-Bruxelles diretta Éric Gillis e Noémie Goldman tra le new-entries di Paris Print Fair – la stessa che espone la propria selezione di stampe ogni anno a ottobre a New York, acquisite da importanti istituzioni museali. Ed eccola ora a Parigi: tra i pezzi forti dello stand, anche un bell’Autoritratto con cappello di pelliccia, firmato da Rembrandt Harmensz Van Rijn, un’acquaforte su carta vergata dell’anno 1630. Solo per rendere l’idea.
Non è da meno la Galerie Nathalie Béreau, fondata nel 2004 e nomade dal 2011, espone principalmente a Parigi in spazi non convenzionali, ma anche nella regione della Touraine. Per Paris Print Fair, la galleria – specializzata in arte contemporanea – presenta una selezione di stampe di artiste donne: da Valérie Belmokhtar, con la sua nuova serie sulla mitologia, a Chloé Bocquet, passando per Caroline Bouyer e Atsuko Ishii. Mentre la Galerie bei der Oper di Vienna, che da sempre si focalizza su stampe giapponesi su legno e opere di Japonismo, punta i riflettori su Kawase Hasui con Full Moon at Kankai Pavilion, Wakanoura Beach e Utagawa Hiroshige con Tôto Sukiya-gashi (Riverbank at Sukiya in Edo).
Una incantevole incisione di un giovane ragazzo di Rembrandt, raramente vista sul mercato dell’arte e offerta oggi da Jurjens Fine Art, di Amsterdam; le stampe dai maestri antichi a quelli del XX secolo nello stand di Cabinet di Emanuel von Baeyer – che partecipa regolarmente a fiere internazionali come Frieze Masters London e TEFAF Maastricht; i giganti come Picasso e Dürer, ovviamente su carta, nel booth della Palau Antiguitats di Barcellona. Presente anche la rappresentanza italiana. Fondata a Milano nel 1982, Il Bulino Antiche Stampe, diretta da Matteo Crespi dal 2004, offre stampe e disegni di Maestri Antichi dal XVI al XXI secolo, con particolare attenzione agli artisti italiani del XIX secolo.
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