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Fine Arts Paris & La Biennale, tutti gli highlights della fiera

di - 12 Novembre 2022

Grandi fiere in corso tra i bagliori sgargianti della Ville Lumiére. Dopo la 25esima edizione di Paris Photo, i nostri passi si orientano spediti tra i corridoi preziosi di Fine Arts Paris & La Biennale. «L’unica mostra generale dedicata alle Belle Arti a Parigi», come da presentazione. Di fatto, il grande debutto dopo il sodalizio ben riuscito tra la storica Biennale Paris (fondata nel 1956) e Fine Arts Paris (inaugurata nel 2017), un tempo rivali, con oltre 85 espositori che spaziano senza limiti tra old masters, arti primitive, gioielli, libri, stampe, oreficeria. Una Tefaf francese, una BIAF d’Oltralpe, il nuovo format strizza l’occhio ai più altisonanti nomi internazionali. Quando? Dal 9 al 13 novembre. La venue esclusiva: il Carrousel du Louvre.

Uno sguardo alle proposte della fiera. C’è De Jonckheere Fine Art, che allo stand 3 porta in scena un magnifico vaso di fiori di Osias Beert il Vecchio datato 1610 – simbolo, al tempo stesso, di caducità e cristana risurrezione. C’è la galleria Steinitz, riflettori puntati sulle più peculiari chinoiserie. Come un grande armadio decorato in madreperla e tartaruga, rara testimonianza dello splendore dell’arte coloniale spagnola; ma anche eccezionali mobili e oggetti giapponesi progettati intorno al 1875, ad opera di Édouard Lièvre. Non a caso, lo «stand più spettacolare della fiera». Proseguiamo. C’è Enrico Frascione, direttamente da Firenze, con una preziosa, piccola natura morta dipinta da Bernardo Strozzi, appena 39 x 45,5 cm. Galerie Berès propone, tra gli altri, il dipinto Oiseau di Georges Braque al prezzo di € 320.000. E non passa inosservata la proposta di Laocoon Gallery e Galleria W. Apolloni, che include, alla postazione 16, il ritratto di Isabella Teotochi Albrizzi dell’artista Dominique Vivant Denon – «così apprezzato, sul finire del Settecento, che contribuì a definire un vero canone di bellezza femminile», spiegano dalla galleria.

Mobile in madreperla e tartaruga, Lima o Messico, XVII secolo. Courtesy: Galerie Steinitz

Non solo. Galerie Flak include una maschera sciamanica Yup’ik del XIX secolo, proveniente dall’Alaska settentrionale, con tanto di piume e acchiappasogni che allontanano gli spiriti maligni. Prezzo: € 120.000. La romana Galleria dei Coronari cattura lo sguardo con un impressionante bronzo di Pietro Piraino di quasi 2 metri – doveva ergersi, con tutta probabilità, al centro di una fontana. Chiale Fine Art, da Racconigi, va in scena con una sublime arenaria datata circa 1350, mentre una piccola testa antica della galleria Anthony Meyer, con gli occhi a mandorla e i tratti allungati, alla Modigliani, conquista il premio di «oggetto più favoloso della fiera». Un paio di highlights dal versante contemporaneo: la parigina Galerie Seine 55 punta su Zao Wou-Ki e Paul Klee, esposti fianco a fianco nel booth, mentre da Talabardon & Gautier salta all’occhio il tramonto rosso fuoco ad opera di August Kopisch – il prezzo da listino è di € 385.000.

«Dal Carrousel du Louvre, all’Ephemeral Grand Palais e poi al Grand Palais», rivela Louis de Bayser, Presidente di Fine Arts Paris & La Biennale, «ci siamo posti l’obiettivo sulle tre future edizioni di far crescere questa mostra, svilupparla a livello internazionale e dare a Parigi un posto importante nell’arte». C’è tempo fino a domani per scoprirla dal vivo, sous le ciel de Paris.

Il premio come «Oggetto più favoloso di Fine Arts Paris 2022» è stato assegnato alla galleria Meyer ©Fine Arts Paris & La Biennale
August Kopisch, Coucher de soleil (1845) alla Galerie Talabardon & Gautier. Foto: Guillaume Benoit. Courtesy: Galerie Talabardon & Gautier, Paris

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