Détail. Guido RENI, David tenant la tête de Goliath. ©Artcurial
Il record era nell’aria. E di fatto ieri sera, a Parigi, Guido Reni ha polverizzato qualsiasi aspettativa: ben € 12,4 milioni per uno degli Old Masters a mani basse più attesi del 2025, Davide che contempla la testa di Golia – ritenuto disperso per quasi 230 anni e presentato adesso, non senza un certo clamore, dalle maison francesi Artcurial e Millon.
Già la provenienza blasonata lasciava presagire un certo seguito: la tela è passata per le mani di Francesco I d’Este, che la acquistò direttamente dall’artista, e per quelle di Eugenio di Savoia (1663–1736). Alla morte del principe Eugenio, la sua prestigiosa collezione fu in gran parte acquistata in blocco dal nipote Carlo Emanuele III di Savoia e collocata nel Palazzo Reale di Torino. Incluso il maestoso Davide che contempla la testa di Golia, il capolavoro da record. Ma durante la conquista francese dell’Italia negli ultimi anni del XVIII secolo, il dipinto fu portato in Francia tra i bagagli del generale Pierre-Antoine Dupont de l’Étang, prima di scomparire per oltre due secoli, ed essere riscoperto presso i suoi discendenti. Ed essere messo in vendita con una stima di € 2-4 milioni, prontamente superata.
«Con quest’opera, intorno al 1605-1606, Guido Reni ridisegna la scena pittorica romana», si leggeva sul catalogo della vendita, ancor prima dell’esito iniziale. «Con tratti delicati e un’eleganza quasi androgina, il giovane eroe — simbolo della vittoria dell’astuzia sulla forza — è in piedi in una posa raccolta, lontana da ogni trionfalismo. Il contrasto tra il suo sguardo pensoso e la testa insanguinata di Golia sottolinea l’ambiguità dell’eroe, in bilico tra dolcezza e violenza. Emerge nel realismo crudo della testa decapitata, nell’attenzione alla materia e nel chiaroscuro drammatico che stacca la figura dallo sfondo scuro. Tuttavia, Reni si distingue da Caravaggio per una ricerca di idealismo e armonia: laddove il pittore lombardo predilige intensità drammatica, figure popolari e una luce violenta, Reni cerca una bellezza apollinea, una composizione equilibrata e una luce diffusa che accarezza le forme».
Ammontava € 3,1 milioni il precedente traguardo d’asta di Guido Reni, lo fissava nel 2019 La toilette di Venere da Hampel, a Monaco di Baviera. Davide che contempla la testa di Golia ha rubato la scena già dall’annuncio, la scorsa estate, e poi ancora durante l’esposizione parigina – sfidando senza sforzo anche l’arte contemporanea nei giorni giorni caldi di Art Basel Paris, con una esposizione magnifica da Artcurial. Ora è record mondiale.
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