Categorie: Mercato

Il fascino dei pastelli. E i loro prezzi |

di - 5 Aprile 2017
Quella del pastello è forse una delle tecniche artistiche più interessanti, per l’intensità del tratto e per la brillantezza del colore. Il lato negativo dei pastelli sta nella difficoltà di conservazione. Tra i più appassionati utilizzatori di questo mezzo, in epoca moderna, c’è Edgar Degas, che ha fatto di questa tecnica la sua bandiera, realizzando così alcuni dei suoi capolavori che raffigurano le ballerine. Molti altri artisti hanno sperimentato la tecnica tra cui Renoir, Pissarro, Sisley, Morisot, e Monet, approfondendo la capacità del medium di rendere la freschezza della natura e l’intima informalità della vita domestica. Tra i Post-Impressionisti, compresi Vuillard e Picasso, è il simbolista Odilon Redon che si è distinto per l’uso del pastello, trovando nei suoi colori brillanti un potente mezzo di comunicazione, ma vale la pena ricordare che Munch ha utilizzato anche il pastello per creare, tra le altre immagini, la versione de L’Urlo (1895) acquisita da Leon Black da Sotheby’s a New York nel 2012 per poco meno di 120 milioni di dollari. Nonostante il loro successo non si vedono spesso in asta opere di questo tipo, il pastello con il tempo diventa molto fragile, la superficie può quindi danneggiarsi facilmente, e la carta si può rovinare da supporti acidi. Ma proprio questa rarità fa raggiungere dei prezzi sorprendenti. Keith Gill, responsabile del settore Arte Impressionista e Moderna da Christie’s cita alcuni esempi di successo come i 5 milioni pagati nel 2007 per La Lecture di Renoir del 1889, o il milione e 900mila dollari raggiunti da Chaumières à Auvers, près de Pontoise di Pissarro nel 2000. Indubbiamente Degas fa da traino a questa nicchia di mercato, tutti e tre i suoi prezzi migliori sono per i lavori a pastello e tempera, il più alto è Danseuse au repos del 1879 passato di mano er 37 milioni da Sotheby’s New York nel 2008. Georgina Oro, senior director nel reparto Arte Impressionista e Moderna da Sotheby’s, suggerisce che i collezionisti che sono alla ricerca di colore possono ottenere dei veri e propri fuochi d’artificio con i pastelli – e aggiunge che il mezzo “è molto spietato, con un meraviglioso senso di immediatezza e spontaneità”. Lei cita i dipinti floreali di Redon, la cui Vase au guerrier japonais, del 1905, ha stabilito un record d’asta per l’artista (2 milioni di sterline) di Londra nel 2008.
Un consiglio per chi volesse investire in questo settore: fate attenzione alla conservazione della vostra opera, mettetela sotto vetro, per non polverizzare il vostro tesoro. (RP)

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