Categorie: Mercato

Interiors: i Lichtenstein di Versace da Phillips X

di - 23 Agosto 2022

Opere commissionate, create su misura, sconosciute forse, poi ritrovate. Perennemente riconoscibili, senz’altro. Ricordano Nurse, la biondissima musa che ha strappato il record d’asta nel 2015 (Christie’s, $ 95,4 milioni); e ancora i Ben–Day dots di Sleeping Girl, con quelle palpebre tristi a pois battute a New York per $ 45 milioni (Sotheby’s, 2012). Patinate, iconiche. Marchi indelebili di un’era.

Phillips X presenta Roy Lichtenstein: Diana and Ajax, una visione intima di due tele di ispirazione greco-romana destinate alla casa milanese di Gianni Versace. Destinate, sì, non ci arrivarono mai. Si trovavano nello studio di Lichtenstein in quel fatale 15 luglio del 1997, il giorno dell’assassinio dello stilista, e solo a dicembre Donatella Versace fu messa al corrente della loro esistenza, di quelle opere mitologiche, mai viste prima. Ed ecco l’annuncio di una nuova vita: Interior with Diana e Interior with Ajax sono esposti a Southampton, al numero 1 di Hampton Road, fino al 6 settembre; e insieme a loro una selezione di altri capolavori dell’artista pop, inclusi Girl in Mirror del 1964 e Shipyard Girl del 1965. Dritte e dirette verso le private sales di Phillips.

«L’esposizione delle opere a Southampton è particolarmente appropriata», spiegano dalla casa d’aste, «Lichtenstein aveva una casa e uno studio qui, dove ha continuato a sperimentare stili e mezzi diversi dal 1970 fino alla sua morte nel 1997». Sono gli anni di Nude with Red Shirt (1995), Seductive Girl (1996), Nude Sunbathing (1995), Reflections on Thud (1990). In piena pandemia, nel luglio 2020, faceva scalpore la vendita di Nude with Joyous Painting, realizzato nel 1994 e aggiudicato online, da Christie’s, per oltre $ 46 milioni. E risale allo stesso anno Perfect Pitcher – appartenente tra l’altro proprio alla serie Interiors – che ha trovato un acquirente nel 2021, da Christie’s, per $ 21,5 milioni.

Ma torniamo al presente. Entrambi gli interni presentati da Phillips traggono influenza dall’iconografia greco-romana che, per pura coincidenza, compare spesso nei lavori di entrambi i creativi – Lichtenstein e Versace, il committente illustre. «Sebbene non sia nota una fonte specifica per Aiace o Diana», raccontano dalla maison, «i soggetti sono immediatamente riconoscibili. L’artista ha catturato la loro essenza e quindi lo spettatore ha la sensazione di conoscere automaticamente il loro immaginario». C’è Diana, la vergine dea romana della luna e della caccia, accompagnata da quel motivo greco tanto caro allo stilista italiano. E c’è Aiace, guerriero acclamato dell’Iliade di Omero, il suo profilo scruta attento i dettagli della stanza, sembra attardarsi, rapito, tra nature morte in poster e sedie a strisce e campiture, i colori in contrasto, quasi surreali.

Passato e futuro, classico e pop. Ma anche glamour, arti decorative, forse un accenno di design. Miscela mondi Lichtenstein, riunisce poli opposti con la sola forza del suo punto ossessivo. E li fissa così, eternamente contemporanei, restituendoli, consapevole, al ritmo instabile della storia.

Roy Lichtenstein, Interior with Ajax, 1997. Courtesy: Phillips
Roy Lichtenstein, Interior with Diana, 1997. Courtesy: Phillips

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