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Investec Cape Town Art Fair 2025: è iniziata la più grande fiera d’arte dell’Africa

di - 22 Febbraio 2025

La più grande fiera d’arte dell’Africa torna in scena dal 21 al 23 febbraio sotto la direzione di Laura Vincenti con la sua 12esima edizione. Con oltre 120 espositori e più di 500 artisti provenienti da quattro continenti, Investec Cape Town Art Fair 2025 (prodotta da Fiera Milano Exhibitions Africa, del Fiera Milano Group) offre un punto di incontro per gallerie, collezionisti, curatori e artisti da tutto il mondo; e dà vita, come da ormai collaudata tradizione, alla Art Week della città, con opening e mostre mirate negli stessi giorni della kermesse. «Siamo impegnati a superare», dichiara Vincenti, «i confini di ciò che una fiera d’arte può essere, continuando a innovare e a elevare la nostra posizione sulla scena artistica mondiale».

Sguardo alle sezioni principali della fiera, tutte unito da un unico filo rosso: PLAY, il gioco, l’invito è quello di reimmaginare il ruolo dell’arte come esperienza interattiva e trasformativa (con particolare attenzione al processo artistico e alla sperimentazione). C’è Tomorrows/Today, curata da Mariella Franzoni, che mira a mettere in luce gli artisti che saranno i nomi più importanti di domani. Come nel caso di Mareli Lal (SMAC Gallery) fotografa del Sud Africa che punta l’attenzione sul gioco tra realtà e straordinario, tra banale ed eccezionale, costantemente ispirata da ispirato dalla narrazione di forma, colore e texture.  C’è Solo, il settore curato da Céline Seror che esplora approfonditamente le pratiche artistiche degli artisti che operano a livello locale e all’estero, attraverso presentazioni personali curate nei minimi dettagli. Si basa sul concetto di “dialogo” Generations, a cura di Heba El Kayal, che celebra artisti che si trovano in fasi diverse della loro carriera, dando vita a inedite conversazioni intergenerazionali. Mentre Editions presenta le principali gallerie di stampe e laboratori specializzati in stampe, multipli ed edizioni.

Mareli Lal (SMAC Gallery), tra le protagoniste della sezione Tomorrows/Today. Courtesy ICTAF

I protagonisti della Main Section? Si segnalano, tra gli altri, This is not a White Cube (Lisbona), Eric Dupont Gallery (Parigi), Art Formes (Cape Town), 131 A Gallery (Cape Town), Eclectica Contemporary (Captown), Gallery NOSCO (Bruxelles), Gypsum Gallery (Cairo), Leesaya Gallery (Tokyo). Goodman Gallery, con sedi sparse tra Cape Town, ma anche Johannesburg, Londra e New York, offre in fiera una presentazione di gruppo, mettendo in dialogo artisti che hanno avuto una notevole presenza istituzionale nell’ultimo anno, da Ghada Amer a Sam Nhlengethwa a William Kentridge. Tra gli highlights c’è Scene 7 (2024) di Pamela Phatsimo Sunstrum, che arriva dalla sua prima mostra personale presso una grande istituzione del Regno Unito, It Will End in Tears al The Curve del Barbican, nel 2024. In tema di presenza istituzionale menzioniamo anche Sue Williamson, la cui prima retrospettiva completa There’s something I must tell you ha aperto all’Iziko South African National Gallery di Città del Capo durante l’ICTAF. Li ritroviamo tutti questo weekend nello stand A5 del Cape Town International Convention Centre.

Sam Nhlengethwa, Dark Grey Wall II, 2020
Collage on canvas
Work: 100.5 x 90.5 x 10 cm (39.6 x 35.6 x 3.9 in.)
Unique

Presenti all’appello anche alcuni nomi italiani, come Galleria Michela Rizzo (Venezia), Lo Magno artecontemporanea (Modica), Galleria Giovanni Bonelli (Milano), Galleria Anna Marra (Roma), Cellar Contemporary (Trento), LIS10 Gallery (Arezzo, Parigi). Mentre Dep Art Gallery (Milano) espone da un lato Wolfram Ullrich e Regine Schumann, che esplorano la relazione dinamica tra forma, spazio e percezione, tra luci, fluorescenze e geometrie analitiche; dall’altro Jaime Poblete e Pino Deodato, che si confrontano in termini più evocativi, lì dove dove memoria, simbolismo e significati stratificati, a volte diretti, a volte sfuggenti, vengono messi a fuoco. «La fiera si è confermata un perfetto punto di incontro internazionale», rivela a exibart Antonio Addamiano, gallerista di Dep Art, «un ottimo contatto con collezionisti sudafricani con residenze in Europa, molti di loro con opere di Regine Schumann e Wolfram Ullrich già nelle collezioni. Deodato ha attratto come sempre nelle fiere un pubblico attento alle sculture e alla poesia della terracotta. Poblete con i suoi tessuti si inserisce perfettamente nel contesto di Investec Cape Town». E a proposito di affari: «Al momento abbiamo già chiuse alcune vendite di opere Regine Schumann, mentre le due importanti installazioni di Ullrich sono opzionate e speriamo si trasformino in vendite. Ovviamente si è sentito il peso del costo del trasporto dell’Italia per partecipare a queste splendide fiere internazionali».

Lo stand di Dep Art a Investec Cape Town Art Fair 2025

Ma non si estingue entro i limiti della fiera l’influenza di Investec Cape Town, che attiva la art week della città. Quindi tappa obbligata allo Zeitz MOCAA (Zeitz Museum of Contemporary Art Africa), fino a ottobre espone, tra le altre, One Must Be Seated, la mostra personale dell’artista ghanese-americana Rita Mawuena Benissan. Profondamente radicata nella sua cultura ghanese, Benissan esplora attraverso arazzi, sculture, fotografie e video le ricche tradizioni della cultura ghanese, qui si sofferma l’investitura di un potenziale capo, simile all’incoronazione. Da non perdere, anche il solo-show di Nolan Oswald. Pit-stop numero due, la Norval Foundation, che mette in scena arte africana moderna e contemporanea in una suggestiva cornice architettonica, le Constantia Winelands, con artisti di eco internazionale come William Kentridge e Deborah Bell.

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