Categorie: Mercato

KARL & FABER, la casa d’aste tedesca che strizza l’occhio ai collezionisti italiani

di - 6 Dicembre 2023

Celebra 100 anni di storia la casa d’aste KARL & FABER, a Monaco di Baviera. E tra le vendite organizzate per l’occasione, una in particolare si rivela un’opportunità ghiotta per i collezionisti italiani. È la selezione di arte moderna e contemporanea, pronta a sfilare sotto il martello i prossimi 7 e 8 dicembre, con una raffica di maestri nostrani: da Bonalumi al blasonatissimo Salvo, passando per  Dadamaino e Manzoni. «Le opere consegnate dall’Italia tra il 2022 e il 2023 hanno superato il 5% della totale offerta in asta»,rivela Rupert Keim, managing partner di KARL & FABER. «L’arte italiana contribuisce in modo significativo al successo delle nostre vendite e quest’anno del nostro centenario confermiamo ancora una volta un’importante presenza di lotti italiani all’incanto». Sguardo ravvicinato ai nomi in catalogo.

Partiamo proprio da Salvo, che ad Hong Kong ha appena sfondato il tetto stellato del milione. Lo ritroviamo in Germania, stavolta con il dipinto La Seconda Volta (San Raffaele a Lesbo), anno 2013. Raffigura il famoso monastero di Agios Raphael a Lesbo come un luogo deserto», spiegano dalla maison, «in cui prevale un’atmosfera magica, quasi poetica, con forti richiami ai mondi onirici di Giorgio de Chirico». Stima: € 30.000/40.000. Non solo. I fantastici anni ’60 milanesi sono rappresentati, tra gli altri, da un Achrome di Piero Manzoni, che «sotto forma di morbida fibra sintetica racchiusa in una teca trasparente, seduce con la brillantezza del suo bianco e sembra vivere di vita propria». Proviene da una collezione privata tedesca, la valutazione è di € 180.000/200.000.

Salvo, La seconda Volta ( San Raffaele a Lesbo), 2013, olio su tavola, 34,5×43 cm – Stima 30.000-40.000 euro

C’è anche Bonalumi tra gli highlights di KARL & FABER, Nero, una tipica tela estroflessa degli anni ’60, in cui «la dimensione cromatica monocroma dialoga con l’energia del movimento generato dalla forma circolare sagomata» (stima: € 90.000/120.000). A proposito di nomi nostrani, si unisce alla lista anche Dadamaino con un’opera della serie Volumi (stima € 25.000/30.000), Rodolfo Aricò, con un Senza titolo monocromo, bianco (stima € 20.000/25.000), e così un’astrazione di Giorgio Griffa, con la tela Orizzontale del 1972 e il suo inconfondibile alfabeto segnico (stima: € 20.000/25.000).

Al di fuori dai “confini” italiani, troviamo l’astrazione tra i topic della maison centenaria, dalla tempera Pointillé di Wassily Kandinsky (stima: € 280.000/350.000) a Rouge monochrome di Serge Poliakoff (stima: € 120.000/160.000). Ma anche l’arte figurativa, in primissima linea la figurazione distorta Ein Werktätiger di Georg Baselitz (stima: € 500.000/600.000), il dipinto Victor Ritter von Bauer (Herr Bauer) di Oskar Kokoschka (stima: € 300.000/400.000) e il disegno di Egon Schiele Coppia seduta (Schiele con la moglie), «uno dei suoi soggetti più importanti» (stima: € 200.000/300.000). E menzioniamo ancora Untitled di Philip Guston – che intanto è in scena alla Tate Modern di Londra, ultima tappa del suo tour itinerante per il globo. «Appartenuta alla fotografa Renate Ponsold-Motherwell per oltre cinquant’anni», rivelano da KARL & FABER, «viene offerta per la prima volta sul mercato internazionale dell’arte». Stima: € 100.000/200.000. Last chance to bid, appuntamento in Baviera.

Agostino Bonalumi, Nero, 1967, 70×60 cm, tela estroflessa e tempera vinilica – Stima 90.000-120.000 euro
Giorgio Griffa, Orizzontale, 1972, acrilico su tela – Stima 20.000-25.000 euro

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