Nel settembre 2021, vi annunciavamo la nascita di una nuova super galleria, LGDR, quasi una lega, una coalizione di potenti, di colossi che non possono fallire. Dominique Lévy, Brett Gorvy, Amalia Dayan e Jeanne Greenberg Rohatyn, questi i protagonisti della nuova acclamatissima partnership, quattro figure di prim’ordine nel panorama dell’art industry, dentro e fuori i confini americani. Ed ecco la notizia: «LGDR, Art Gallery Superstar, implode dopo appena due anni», il titolo arriva senza giri di parole su The New York Times. Il motivo? L’allontanamento di Jeanne Greenberg Rohatyn dal quartetto originale.
«Sono molto entusiasta di ricominciare da capo», ha dichiarato Greenberg Rohatyn ad Artnet. «Volevo davvero continuare il tipo di lavoro che ho sempre fatto. Sono molto sperimentale. Reagisco rapidamente. Ho una mentalità molto attivista. Tutto questo è molto più difficile da fare quando si è in quattro e non si hanno abbastanza mesi all’anno per realizzare tutti i progetti che mi interessano». L’aggiunta di Lévy: «È una separazione molto amichevole».
È ancora Artnet a svelare i piani futuri: sembra che Greenberg Rohatyn riprenderà a gestire Salon 94, la galleria che ha fondato nel 2003 nella sua casa di città sulla East 94th Street a Manhattan e a cui, nel corso degli anni, ha aggiunto due sedi nel Lower East Side, creando inoltre una società di consulenza. Nell’aprile del 2021 ha poi concentrato tutto in un’unica sede, in un edificio storico acquistato e restaurato – per 22,3 milioni di dollari, per la precisione – sulla East 89th Street che faceva parte del campus della National Academy of Design. Quella sede che era destinata a diventare la nuova maison di LGDR.
Mentre per l’autunno 2023 la LGDR aveva già annunciato la grande mostra Midnight to Twilight di Pierre Soulages (dal 14 settembre), con importanti prestiti dal Solomon R. Guggenheim Museum, dal Metropolitan Museum di New York e dall’Art Institute di Chicago, il Salon 94 apre adesso le danze con la scultrice americana Karon Davis. Nel frattempo, gli altri tre soci continueranno a lavorare insieme come trio, pare, ma abbandoneranno l’acronimo. Inizia l’epoca Lévy Gorvy Dayan.
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