Courtesy Sotheby’s
Gli appassionati d’arte cinese troveranno una bella sorpresa al ritorno delle vacanze: a settembre, Sotheby’s New York metterà in asta oltre 300 opere provenienti dalle collezioni del Metropolitan Museum of Art. Le opere facevano parte di una generosa donazione fatta al Met nel 2015, da parte dei filantropi Florence e Herbert Irving. Il ricavato della vendita andrà a beneficio di un fondo intitolato agli Irving e dedicato alla valorizzazione della collezione d’arte asiatica del museo stesso.
Perfettamente circolare, proprio come la disciplina taoista insegna anche se, in effetti, la pratica di vendere intere sezioni di collezioni museali è piuttosto controversa e, negli Stati Uniti, è al centro di una accesa discussione. Per esempio, è stata criticata da diversi commentatori la decisione del SFMOMA-San Francisco Museum of Modern Art di vendere un Untitled del 1960 di Mark Rothko. L’opera è stata venduta da Sotheby’s per più di 50 milioni di dollari che, però, sono stati subito reinvestiti nell’acquisto di 11 opere di artisti come Lygia Clark e Kay Sage.
Nel 2015, gli Irving donarono al dipartimento di arte asiatica del Met 1275 oggetti ma, rendendosi conto che il loro dono si sarebbe sovrapposto alla già nutrita collezione d’arte asiatica del Met, fu stipulato un accordo che stabiliva che il museo avrebbe potuto vendere le opere della donazione, a condizione che i proventi della vendita fossero destinati a future acquisizioni.
E così il Metropolitan spera di capitalizzare al massimo le sue opere d’arte cinese in asta da Sotheby’s. Pezzo forte dell’asta del 10 settembre, sarà un fantastico recipiente di giada verde della dinastia Qing finemente cesellato, stimato in vendita tra 443mila e i 620mila euro. Ma a suscitare interesse saranno anche altri pezzi notevoli, come una pietra istoriata con temi floreali, valutata tra i 132mila e i 221mila euro. Più abbordabile, un raffinatissimo cucchiaio di giada del periodo Jiaqing, che potreste aggiudicarvi con circa 20mila euro.
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