Mai Trung Thu, Coquetterie, 1966. Courtesy of Sotheby's
Nel pieno della Art Week di Singapore, mentre la fiera ART SG apre i battenti della sua quarta edizione, Sotheby’s inaugura il 2026 in città con l’asta dedicata all’Arte Moderna e Contemporanea – tutti gli eventi e tutti i protagonisti del mercato ben concatenati, come da ottima tradizione delle settimane dell’arte in giro per il mondo. L’asta live del 25 gennaio offre così ai collezionisti l’opportunità di acquisire capolavori moderni e contemporanei di artisti asiatici e occidentali, riflettendo la profondità, la diversità e il dinamismo del mercato dell’arte asiatico; e sottolineando il ruolo di Singapore come hub culturale, per riprendere le parole di Magnus Renfrew, co-founder della fiera ART SG.
Sguardo al catalogo dell’asta, si passano al vaglio i capolavori: senza dubbio Die schlittschuhläufer (I pattinatori sul ghiaccio) di Walter Spies, anno 1922. Di qualità museale, l’opera «trasforma una scena notturna di pattinaggio in uno studio surreale e introspettivo del movimento, dell’atmosfera e dei pattern umani», spiega il catalogo di Sotheby’s. «Data la produzione limitata dell’artista e la sua prematura scomparsa, opere di questo tipo del periodo europeo sono rare». Stima 980.000-1.800.000 SGD.
Presente anche un’opera iconica, senza titolo, di Takashi Murakami del 2017, il suo originale omaggio a Yves Klein nella riconoscibilissima versione a “fiori sorridenti”, introdotti nelle opere dell’artista nel 1995 ed emblema del trauma collettivo subito dal popolo giapponese in seguito ai bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki del 1945 (970.000-1.900.000 SGD). E ancora Tessitrici (1953 circa) di Adrien-Jean Le Mayeur de Merprès, «una vivida testimonianza del profondo coinvolgimento dell’artista belga con la vita balinese e la sensibilità impressionista», anticipano dalla maison. La stima? 1.200.000-2.200.000.
Una vendita estremamente eterogenea, senza limiti geografici. Spazio ai maestri moderni occidentali, da Chagall a Picasso. Mentre Sans titre di Zao Wou-Ki, anno 2004, è in catalogo con un pronostico di 500.000-1.000.000 SGD. Presenti i giganti contemporanei come Tracey Emin, Ai Wei Wei, Lee Ufan, David Hockney. E non mancano i capolavori di artisti vietnamiti – sempre a proposito di dialogo tra culture, di cui Singapore è l’emblema – come Coquetterie (1966) di Mai Trung Thu, che trae evidentemente ispirazione da un noto classico della storia dell’arte occidentale, il dipinto della Scuola di Fontainebleau del 1594, Gabrielle d’Estrées e una delle sue sorelle. «Dal 1955, su consiglio del critico d’arte J.F. Apesteguy», riporta il catalogo di Sotheby’s, «Mai Thu iniziò a reinterpretare i temi classici dei maestri occidentali attraverso la lente dell’estetica artistica vietnamita». La stima qui è di 500.000-800.000 SGD.
In rappresentanza delle opere astratte cinesi, per finire, la casa d’aste punta tra le altre su Le 3 Mars 1974 (1974) di Chu Teh-Chun che «esemplifica la padronanza dell’artista nell’astrazione lirica negli anni Settanta, quando fuse sensibilità orientali con tecniche occidentali per forgiare un linguaggio visivo distintivo». Appuntamento a Singapore, con l’asta di Sotheby’s.
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