Paula Rego (1935-2022), Dancing Ostriches from Walt Disney’s ‘Fantasia’, 1995 (detail, left panel). Pastel on paper mounted on aluminium, in two parts. © Christie’s Images Limited 2023
Nel luglio 2022, in Italia, da Blindarte, i colori cangianti e le nuvole tattili di Salvo registravano il record mondiale. Final price: € 155.500. Adesso, un anno, diversi trend e respiri internazionali più tardi, un altro paesaggio incantato – fin dal titolo, un pascoliano Il giorno fu pieno di lampi la sera verranno le stelle – ha polverizzato qualsiasi pronostico da Christie’s, fino al tetto di £ 693.000 (stima: £ 80.000-120.000). Siamo sotto il cielo autunnale di Londra, c’è Frieze (London e Masters) a misurare la temperatura di un mercato stanco, senz’altro morigerato, ben distante dai picchi famelici che hanno pervaso il 2022. Eppure. Tra garanzie diffuse e valutazioni più parche, ragionate, qualcosa rimane delle grandi aste della Swinging City. E così un dittico danzante di Paula Rego, Dancing Ostriches from Walt Disney’s ‘Fantasia’ (1995), sempre da Christie’s, fissa un nuovo traguardo a quota £ 3 milioni. Il nudo in rosso di Kees van Dongen è la superstar della serata, £ 10,8 milioni, seguito da un Basquiat dell’annus mirabilis 1982, Future Sciences Versus the Man, si assesta a £ 10,4 milioni. In bella compagnia con i recentissimi Worked on Earth di Pam Evelyn, £ 113.400, £ 189.000 per Chess di Caroline Walker, e ancora della Party Scene di Sahara Longe, £ 176.400 su una stima di £ 40.000-60.000.
C’era Peter Doig tra gli highlights della 20th/ 21st Century: London Evening Sale, ieri, la sua House of Pictures ha chiuso la gara a quota £ 6 milioni. Bene anche per i masterpieces della Sam Josefowitz Collection, a partire dal ritratto di Mademoiselle Jeanne Faraill di Aristide Maillol (£ 2,4 milioni, record per un dipinto dell’artista) e Cinq heures di Félix Vallotton (un altro record d’asta, £ 3,7 milioni). Totale combinato delle vendite di Christie’s: £ 96,5 milioni / $ 117,7 milioni, e subito Giovanna Bertazzoni, Vice Chairman, 20th / 21st Century Art Department, dichiara che «I risultati della serata riflettono la forza duratura di Londra in questo momento»; in perfetto accordo con i numeri dell’ultimo report di Art Basel e UBS, che descriveva il mercato britannico come il secondo più grande al mondo, il 18% delle vendite di arte globali – ovviamente in coda dietro agli Stati Uniti, che dominano indisturbati con il 45% del totale.
Eppure. Eppure non è vivace il clima nelle sale, il ritmo è lento, non incalza. Giovedì sera, da Sotheby’s, un Abstraktes Bild rosso fuoco di Gerhard Richter, non garantito, anno 1986, ha bucato le aspettative, fermo a quota £ 14,5 milioni su una stima di £ 16-24 milioni. Era il pezzo forte dell’incanto. Bene, di contro, il format The Now, 21 lotti dedicati all’arte ultra contemporanea, con un nuovo record per Lynette Yiadome-Boakye per oltre £ 2,9 milioni e ancora £ 2,5 milioni per Tricky di Cecily Brown. Da Bonhams, Tutto di Alighiero Boetti, stima £ 700.000-1 milione, ha chiuso invenduto. Da Phillips, sempre ieri sera, il 95% dei lotti ha trovato un nuovo proprietario, incluso il bel Rome di Luc Tuymans (£ 1,5 milioni) e Forgive Us Our Trespassing di Banksy (£ 2,7 milioni). Per le strade inaugurano e si popolano nuovi spazi, da Pilar Corrias con Christina Quarles in Mayfair, a Lehmann Maupin che ha annunciato in questi giorni un nuovissimo pop up in Cork Street; altri migrano, spesso oltremanica, con nuove aperture sparpagliate come funghi sulla densissima Rive Gauche. Tra gli stand di Frieze, fioccano i confronti col passato, «prima era meglio», ripetuto come un mantra. Fuori la guerra, la Brexit, l’arrivo di Paris+. Eppure. Oggi c’è il sole, sulla capitale del mercato europeo.
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