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Manca un mese all’inizio di Tefaf Maastricht 2025, ecco tutte le anteprime

di - 16 Febbraio 2025

Conto alla rovescia per la 38esima edizione di Tefaf Maastricht. Torna al Maastricht Exhibition & Conference Centre la fiera delle meraviglie – quella dove trovare ogni sorta di collectible, dagli Old Masters ai dinosauri, rigorosamente di qualità museale. Le date da segnare in calendario: dal 15 al 20 marzo 2025 (13 e 14 marzo su invito). I protagonisti assoluti: 271 stand da 21 Paesi, che mettono in mostra, e in vendita, 7000 anni di storia senza limiti di categoria tra opere d’arte, antiquariato, fotografia, gioielli e design.

Alcune anticipazioni dell’edizione 2025 – che non si limita ai super capolavori dei vecchi maestri, che pure attraggono i rappresentanti delle maggiori istituzioni in giro per il mondo (contava ben 50.000 visitatori l’edizione del 2024). Non manca infatti il sostegno dei giovani talenti, attraverso la sezione Showcase che presenterà dieci gallerie di recente fondazione, mostrando una vasta gamma di proposte per arte e design. Poi ancora TEFAF Focus, introdotto nel 2024, che offre alle gallerie una piattaforma unica per approfondire il lavoro di singoli artisti o concetti.

Tefaf Summit: i nuovi modelli di finanziamento privato per l’arte

Perché i finanziatori dovrebbero investire nelle arti? Come i musei riescono a combinare i sostegni pubblici e privati? E, ancora, come creare fiducia da parte dei finanziatori? In collaborazione con la Commissione olandese per l’UNESCO, TEFAF ospiterà il suo secondo TEFAF Summit nella giornata del 17 marzo, in collaborazione con la Commissione olandese per l’UNESCO, AXA XL e organizzazioni partner come Deloitte e ICOM Belgio Fiandre. L’edizione 2025 affronterà le sfide poste dal calo dei finanziamenti pubblici degli ultimi anni, esplorando come la filantropia e i modelli innovativi di finanziamento privato possano sostenere il settore delle belle arti non profit in Europa. Le discussioni si concentreranno principalmente sul ruolo vitale dei finanziamenti privati nel sostenere istituzioni e musei, nonché sul potenziale di trasformazione delle partnership filantropiche per le organizzazioni non profit, le comunità e gli artisti.

Il vertice inaugurale del TEFAF al MECC di Maastricht nel 2024

Inoltre, si parlerà di come la combinazione di fonti di finanziamento pubbliche e private possa amplificare l’impatto e favorire una collaborazione più profonda in tutto il settore. Al vertice interverranno, tra gli altri, Kathleen Ferrier (Commissione olandese per l’UNESCO), Adama Sanneh (Moleskine Foundation), Jenny Waldman (Art Fund), Wim Pijbes (Stichting Droom en Daad) e Barbera Wolfensberger (Ministero dell’Istruzione, della Cultura e della Scienza, Paesi Bassi) e Leslie Ramos, autore di “Filantropia nelle arti: Un gioco di dare e avere”.

Il fondo di restauro per i musei di TEFAF sarà destinato alla «Monna Lisa» dei libri di preghiera

C’è ancora una novità in anteprima, in attesa dell’inizio ufficiale di Tefaf. La European Fine Art Foundation (TEFAF) ha annunciato che il Musée Condé, Château de Chantilly, è il destinatario del TEFAFMuseum Restoration Fund (TMRF) di quest’anno a Maastricht; vale a dire del contributo annuale (fu lanciato la prima volta nel 2012) che sostiene il lavoro vitale della comunità artistica internazionale nella conservazione del patrimonio artistico e culturale. Quindi, ecco il beneficiario: grazie al finanziamento del TEFAF, il Musée Condé restaurerà le Très Riches Heures du Duc de Berry, uno dei più importanti manoscritti miniati del Medioevo. Creato per Giovanni, duca di Berry, fratello del re Carlo V di Francia, il Libro d’Ore fu dipinto dai famosi fratelli Limbourg tra il 1411 e il 1416 circa. Rimasto incompiuto alla morte dei fratelli Limbourg e del loro mecenate nel 1416, il manoscritto fu ulteriormente arricchito da Barthélemy d’Eyck negli anni Quaranta del Quattrocento e dal miniaturista francese Jean Colombe intorno al 1485; in seguito, nel 1856, lo acquistò il duca d’Aumale, un rinomato collezionista d’arte che lasciò il castello di Chantilly all’Institut de France per esporre la sua collezione, tra cui le Très Riches Heures du Duc de Berry.

Spesso considerato la “Monna Lisa” dei libri di preghiera e una vera e propria icona medievale, il Très Riches Heures du Duc de Berry non può essere esposto al di fuori di Chantilly a causa delle condizioni imposte dal lascito del Duca d’Aumale. Inoltre, a causa della sua fragilità e del suo valore, non è  accessibile al pubblico da decenni. Il restauro del manoscritto consente ora di esporre il suo leggendario calendario, che sarà staccato dalla rilegatura e presentato in una prossima mostra al Musée Condé, insieme a prestiti eccezionali nazionali e internazionali che lo collocano nel suo contesto storico e dimostrano la sua influenza duratura dal XV secolo a oggi. Questa mostra, che si terrà dal 7 giugno al 5 ottobre 2025, offrirà ai visitatori l’opportunità di vedere le Très Riches Heures du Duc de Berry nel loro pieno splendore, dopo mesi di analisi e di lavoro di restauro da parte dell’équipe di conservazione. Nel frattempo l’appuntamento è a Maastricht a metà marzo, con la fiera delle meraviglie.

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