Niccolò Tornioli, Banchetto di Assalone. Ph Matteo Zarbo
C’è un nuovo spazio espositivo a Milano. Si chiama BKV Fine Art, tre piani signorili in Via Fontana 16, a due passi dalla Rotonda della Besana. Nasce dall’incontro di Paolo Bonacina, Edoardo Koelliker e Massimo Vecchia e racchiude un viaggio frastagliato attraverso i secoli, dai vecchi maestri fino agli artisti del Novecento – sia italiani sia internazionali. Parola d’ordine: dialogo. E poi ancora osmosi, confronto, ricerca, studio. Perché BKV è una galleria, con lavori sempre eterogenei tra le boiserie e i velluti alle pareti; ma anche una fucina di progetti, dal design ai linguaggi della contemporaneità, dove giovani artisti «potranno confrontarsi con oggetti dell’antichità» – spiegano i suoi fondatori – «e ripensare il contesto come un rinnovato contenitore di opere e idee». Un’arte che è eternamente contemporanea, se è arrivata fino al presente. Old Masters in primissima linea.
Ed ecco l’incontro. Troviamo un capolavoro della pittura barocca di Niccolò Tornioli tra le opere esposte oggi all’inaugurazione, in galleria: è il Convito di Assalonne, dove un contrasto fratricida è la miccia per una sovrapposizione di figure, gesti, sguardi, tutti esaltati da un drammatico chiaroscuro. Assalonne dà il segnale, i suoi servi si scagliano sul fratello Amnon, lui urla, le braccia tese al cielo, il tavolo si ribalta, i piatti, i dolci, tutto prende parte alla danza mortale. Condivide lo spazio con la ieraticità bizantina di Nightvision, un’importante opera di Peter Halley datata 2000. E con un ritratto del pittore fiammingo Anthony Van Dyck, e poi una rara opera di Lucio Fontana realizzata in collaborazione con Egidio Costantini, nessun limite di tempo e di provenienza negli spazi eleganti di BKV Fine Art.
«L’attività espositiva sarà affiancata da quella di Art Advisory», rivelano dalla galleria. «Gestione e valorizzazione di importanti collezioni, stime e perizie, studio e ricerca, collaborazione con enti museali e prestiti per mostre pubbliche saranno un altro dei capisaldi dell’attività». È un grand tour a zig zag attraverso i secoli, quello pensato da BKV, nella sua programmazione. Un lungo cammino che parte dall’archeologia romana, arriva dritto al secondo dopoguerra italiano, poi prosegue ancora fino al tempo presente, tra nomi da scoprire e giganti superstar. I pit-stop obbligati: la grande stagione seicentesca e barocca e i maestri del Novecento; sempre in collaborazione con Archivi e Fondazioni e con la produzione di cataloghi curati dai più importanti studiosi e specialisti del settore. È questo il programma ambizioso di BKV.
Il viaggio inizia oggi, 21 marzo, sotto il cielo di Milano.
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